Catanzaro, quelle ricette mediche prescritte… due volte. Fimmg: «Inaccettabile»
Ricette dematerializzate prescritte due volte: la prima per consentire la prenotazione della visita, la seconda una volta che il paziente giunge allo sportello. Un pasticcio burocratico denunciato dalla Fimmg di Catanzaro, che parte dal territorio provinciale e approda anche nel capoluogo. È il segretario generale della Fimmg Catanzaro, Gennaro De Nardo, a segnalare la vicenda rilevata dai medici di medicina generale dell’Aft (Aggregazione funzionale territoriale) di Borgia: «La richiesta di prescrivere nuovamente ricette già utilizzate per la prenotazione delle prestazioni – afferma De Nardo – è ingiustificata e irricevibile». L’esponente del sindacato maggiormente rappresentativo dei medici di medicina generale, interviene chiamando in causa l’Azienda ospedaliera universitaria “Dulbecco”, il Cup regionale e l’Asp di Catanzaro.
«La protesta dei medici dell’Aft di Borgia – spiega De Nardo – riguarda una problematica più volte affrontata, in tutte le sedi istituzionali, dalla Fimmg Catanzaro. Riteniamo incomprensibile, lesivo della dignità di professionisti e, soprattutto, pregiudizievole per i pazienti che i medici di medicina generale siano costretti a riprescrivere ricette dematerializzate, riguardanti una visita specialistica o un esame diagnostico, regolarmente presentate entro i termini di validità». De Nardo ribadisce infatti che la validità della ricetta «deve essere verificata al momento della prenotazione della visita e non nel giorno in cui viene erogata la prestazione, che peraltro non dipende né dal medico di medicina generale, né dal paziente. Invece – fa rilevare – ciò non accade a causa di un sistema a dir poco perverso». Può infatti accadere che il paziente, dopo la prescrizione del medico e la relativa prenotazione della visita specialistica, debba effettuare la visita superati i 180 giorni dall’emissione della ricetta. «La ricetta, quindi, risulterebbe scaduta secondo criteri aziendali inaccettabili e privi di logica – è la posizione del segretario Fimmg –. Tale circostanza costringerebbe il paziente a chiedere una nuova prescrizione al medico di famiglia, generando inutili procedure burocratiche e perdite di tempo».
De Nardo invita quindi a rivedere il sistema e chiede «un intervento immediato dell’Aou “Dulbecco”, dell’Asp e del Cup regionale. Non è concepibile prescrivere nuovamente ricette se la prenotazione viene effettuata nei termini previsti. Ulteriori disservizi – conclude –, che non tengano conto di questo presupposto basilare, non sono più accettabili».
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