Società

Doppio canale, Pacifico: “Decreto legge per una soluzione urgente per i precari”. Pittoni: “Richiesta senza intesa con Bruxelles mette a rischio il sistema”

Il sistema di reclutamento dei docenti in Italia è al centro di un dibattito che coinvolge sindacati e forze politiche. Al centro della discussione vi è la proposta di trasformare le attuali GPS in GPSR, ovvero Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo.

Le richieste di Pacifico: intervento normativo a settembre e riconoscimento della parità per i docenti

Marcello Pacifico, leader del sindacato ANIEF ha messo sul tavolo alcune proposte concrete.

La prima è l’emanazione di un decreto-legge a partire da settembre, per introdurre il doppio canale di reclutamento su tutti i posti vacanti.

La seconda, forse ancora più rilevante, è il riconoscimento della parità economica e giuridica per i docenti: una condizione che Pacifico considera essenziale per restituire piena dignità alla categoria.

Il sindacalista non ha dimenticato i docenti esclusi dalle Graduatorie ad esaurimento e gli idonei del concorso straordinario bis, per i quali ha chiesto che vengano trovate soluzioni.

La posizione di Pittoni: rischi per l’operazione senza un preventivo accordo con Bruxelles

Sullo stesso tema è intervenuto Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della commissione Cultura al Senato, con un post sulla sua pagina Facebook.

Pittoni ha ricordato che il confronto con la Commissione europea sul terzo step, cioè la conversione delle GPS in GPSR, è ormai alle porte.

E proprio su questo punto ha sollevato le sue perplessità, sostenendo che affrettare i tempi con un decreto immediato, senza seguire l’ordine degli step precedenti e senza aver prima raggiunto un’intesa con Bruxelles, potrebbe rivelarsi controproducente.

“Chiedere un ‘decreto subito’ – ha scritto – porterà l’applauso e qualche like. Mettendo però a rischio l’intera operazione”.

Una posizione prudente, che invita a non bruciare le tappe per evitare di compromettere quanto già costruito.


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