Umbria

canna fumaria ostruita da detriti e con due fori


Proseguono le indagini sulla morte del contrabbassista Davide La Rosa, avvenuta dieci giorni fa nella struttura di via Bonazzi. Questa mattina, vigili del fuoco e consulenti tecnici delle parti hanno effettuato un nuovo sopralluogo per fare luce sulla dinamica che ha portato all’intossicazione da monossido di carbonio, che aveva saturato i tre piani dell’albergo, concentrandosi in particolare nella camera occupata dal musicista e in quella sottostante.

Al centro delle verifiche, la canna fumaria, già segnalata in passato per almeno due fori che avrebbero lasciato passare il monossido. Durante il sopralluogo, il condotto è stato smontato e ispezionato, rivelando un’ostruzione composta da materiali estranei, successivamente posti sotto sequestro. Un nuovo esame è atteso dopo Ferragosto.

Gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi di un malfunzionamento della caldaia per l’acqua calda e un possibile scarico anomalo dei fumi, che potrebbero essersi dispersi attraverso un’apertura vicina al bocchettone dell’aria condizionata, proprio in prossimità della stanza dei musicisti. Le verifiche tecniche in corso, i cui esiti confluiranno nella consulenza richiesta dalla Procura, dovranno confermare o smentire questa ricostruzione.

Sul fronte giudiziario, il legale rappresentante e il gestore dell’hotel, difesi dall’avvocato Franco Libori, risultano indagati per omicidio colposo e lesioni. Non si esclude che il numero degli indagati possa aumentare alla luce dei risultati peritali. Sono inoltre attesi gli esiti degli esami tossicologici disposti dopo l’autopsia.

La famiglia di La Rosa, originario di Catania e da anni residente a Roma, è assistita dall’avvocato David Brunelli dello studio Pluralia. La compagna e collega della vittima, la violoncellista Tao Huang, ricoverata in condizioni critiche al momento del ricovero a Ravenna, sta mostrando segnali di graduale miglioramento.


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