Morto don Angelo Lai, storico parroco di Pieve di Cento: quando i funerali

Battuta pronta, un grande sorriso sempre stampato sul volto e la capacità di accogliere – spesso attorno a un’ottimo pasto preparata da lui – chiunque si presentasse alla porta della canonica di Pieve di Cento. Era anche questo don Angelo Lai, parroco arciprete di Santa Maria Maggiore, morto improvvisamente nella mattinata di lunedì 10 agosto all’età di 72 anni. Un sacerdote capace di costruire rapporti attraverso la semplicità e la convivialità, diventato in quasi dieci anni un punto di riferimento per la comunità pievese. Nato e cresciuto a Medicina, aveva alle spalle una storia particolare: prima di entrare in seminario e diventare sacerdote aveva trascorso una parte importante della propria vita aiutando i genitori nella loro azienda agricola. Una storia che lui stesso aveva raccontato ai parrocchiani quando, nel 2016, era arrivato nella sua nuova comunità. “Sono nato e vissuto a Medicina”, aveva scritto presentandosi ai fedeli. Secondo di otto figli, ricordava gli anni trascorsi nei campi: “Ho sempre lavorato la terra con piacere, fino a trent’anni”.
Dai campi alla scelta del seminario
Dopo quella prima parte della sua vita era arrivata la scelta del seminario e della vocazione sacerdotale. Dopo gli studi al Seminario di Bologna, don Angelo Lai era stato ordinato sacerdote nel 1989. Da quel momento era iniziato un lungo ministero che lo avrebbe portato in diverse comunità dell’Arcidiocesi, dalla periferia di Bologna alle montagne dell’Appennino, fino alla pianura. Il suo primo incarico era stato nella parrocchia di Santa Caterina da Bologna al Pilastro, dove aveva svolto il ministero di viceparroco.
Gli anni sull’Appennino
Nel 1995 don Lai era stato nominato parroco di Suviana e Badi, sull’Appennino bolognese. Successivamente aveva assunto anche la cura pastorale delle comunità di Baigno e Bargi, trascorrendo così diversi anni tra i piccoli centri della montagna. Nel 2005 era arrivato un nuovo trasferimento, questa volta verso la pianura bolognese. Don Angelo era stato chiamato a guidare le comunità delle Budrie, Amola di Piano e Castagnolo di Persiceto. Alle Budrie aveva prestato servizio in una comunità profondamente legata alla figura di Santa Clelia Barbieri.
L’arrivo a Pieve di Cento
L’ultimo grande capitolo del suo ministero era iniziato il 17 settembre 2016, con l’ingresso a Pieve di Cento come parroco arciprete di Santa Maria Maggiore. Un incarico che ha ricoperto per quasi dieci anni, fino alla sua improvvisa morte nelle scorse ore. È stato ritrovato senza vita nel suo appartamento, al secondo piano della canonica: con ogni probabilità si è trattato di un malore o di una caduta accidentale. Don Lai era anche moderatore della Zona pastorale di Pieve di Cento, canonico arciprete dell’Insigne Collegiata e assistente ecclesiastico diocesano dei Cursillos de Cristiandad. Pieve di Cento è diventata così l’ultima comunità di un percorso sacerdotale durato 37 anni. Una vita attraversata da luoghi e realtà molto differenti, ma nella quale era rimasto forte il legame con le proprie origini e con quella terra che aveva lavorato fino ai trent’anni prima di scegliere il seminario.
Quando saranno i funerali di don Angelo Lai
La comunità di Pieve di Cento potrà salutare don Angelo a partire da mercoledì 12 agosto. Alle 18 il feretro sarà accolto nella Collegiata di Pieve di Cento, dove successivamente si terrà la veglia di preghiera. I funerali saranno celebrati giovedì 13 agosto alle 9, sempre nella Collegiata di Pieve di Cento. Dopo le esequie, don Angelo farà ritorno nella sua Medicina. Alle 11.30 è prevista l’accoglienza del feretro e successivamente la sepoltura nel cimitero di Medicina, la città nella quale era nato e cresciuto e dalla quale era cominciato il suo percorso di vita.
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