Forfait Sinner a Cincinnati: «Il ginocchio dà fastidio, concentrato su Us Open»
Dopo Montreal tocca a Cincinnati. L’avvicinamento agli Us Open di Jannik Sinner, che non gioca una partita dalla finale di Wimbledon del 12 luglio, si complica ulteriormente. Il tennista azzurro infatti salterà anche il secondo Masters 1000 in programma sul cemento americano, in calendario dal 13 al 23 agosto. «Dopo essermi consultato con i miei medici e il mio team, devo comunicare che sono costretto a ritirarmi dal torneo Masters 1000 di Cincinnati. Il ginocchio destro mi sta dando fastidio e, nonostante ci siamo impegnati a fondo con il mio team medico, devo ammettere che non sono ancora pronto per gareggiare», le parole del numero uno al mondo, che non vuole correre rischi in vista dell’ultimo Slam della stagione che scatterà il prossimo 30 agosto a Flushing Meadows.
L’annuncio del forfait di Sinner – che si unisce a quello di Carlos Alcaraz, il cui rientro per lo Slam americano resta però in forte dubbio – non può essere definito inatteso. Martedì scorso il campione azzurro era stato avvistato al Physioclinic di Milano, mentre in questi ultimi giorni è transitato più volte al J Medical di Torino, la sua struttura di riferimento, dove rimarrà anche nella prossima settimana per sottoporsi a controlli e terapie. Da qui la decisione del giocatore e dello staff di procedere all’insegna della precauzione.
All’appuntamento newyorkese Jannik si presenterà senza aver disputato alcun match sul duro, ma in fondo l’avvicinamento a Wimbledon è stato il medesimo – nessuna partita giocata sull’erba prima di sbarcare a Londra – e ha prodotto un magico bis a Church Road. Con ogni probabilità Sinner ripeterà lo stesso schema utilizzato ai Championships: arrivare sul posto con qualche giorno d’anticipo rispetto all’inizio del torneo, prendere confidenza con la superficie e soprattutto il clima umido e afoso di New York e sfruttare al massimo il periodo di riposo prima della partenza per gli States. Con un solo obiettivo in testa: tornare a vincere gli Us Open.
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