la Regione chiede più parcheggi. Rocca scrive a Gualtieri
Cancellare oltre centocinquantamila metri quadrati di bitume bollente per fare spazio a dune, macchia mediterranea e passeggiate tra i pini.
L’idea di trasformare il litorale romano nel Parco del Mare – una maxi riqualificazione da quasi 24 milioni di euro a valere sui fondi europei Fesr coordinati dalla Regione Lazio – sulla carta convince quasi tutti. Ma quando la teoria dell’ecologia urbana deve fare i conti con la cruda realtà del traffico estivo, i nodi vengono al pettine.
E sul tavolo del sindaco di Roma Roberto Gualtieri è arrivata la lettera con cui il presidente della Regione, Francesco Rocca, traccia una mappa dettagliata di dubbi, incognite e contestazioni prima di dare il definitivo via libera all’operazione.
Lo sforbiciata ai posti auto e lo spettro del caos viario
A far rumore sono soprattutto i numeri della sosta. Il progetto targato Campidoglio punta a ridimensionare radicalmente le superfici carrabili lungo i 7,4 chilometri di costa tra piazzale Magellano e piazza Cristoforo Colombo, riducendo del 55% gli spazi pavimentati.
Un’operazione di maquillage ecologico che finirebbe però per contingentare la dote dei parcheggi a una quota compresa tra 3.500 e 3.800 stalli complessivi: decisamente troppo pochi, secondo i rilievi inviati da via Cristoforo Colombo, rispetto alla pressione di auto che ogni fine settimana si riversa sul mare della Capitale.
I punti critici evidenziati dalla Pisana toccano la sostenibilità dell’intero quadrante:
Asfissia per i commercianti e i residenti: il taglio drastico delle piazzole di sosta rischia di far fuggire i bagnanti e asfissiare le attività commerciali locali, rendendo invivibile il quartiere;
Mappa sbilanciata: in diverse zone chiave la richiesta di parcheggi da parte degli automobilisti supera di gran lunga l’offerta disegnata dai tecnici del Comune;
Niente navette per i parcheggi lontani: i nodi di scambio previsti nelle aree più interne rischiano di trasformarsi in cattedrali nel deserto per la mancanza di un piano credibile di collegamento garantito dal trasporto pubblico locale.
Ambiente, manutenzioni e il fantasma del Pua
I dubbi di Rocca non si limitano però all’incubo delle code al ritorno dalla spiaggia. Il Governatore mette l’accento sulla necessità di bilanciare la tutela naturalistica – in particolare nella delicata fascia ridosso del Canale dei Pescatori – con l’effettivo diritto dei cittadini a vivere ed entrare negli spazi pubblici.
A questo si aggiunge la domanda da un milione di dollari sul futuro delle aree verdi: chi pagherà negli anni a venire la manutenzione ordinaria e straordinaria di ventimila alberi, quarantamila arbusti e quindici nuove piazze per evitare che il nuovo Parco del Mare ceda al degrado? Senza contare la richiesta di far viaggiare il cantiere in perfetto sincrono con la redazione del nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA).
Il traguardo del 2028 tra sogni e cantieri
L’ambiziosa tabella di marcia del Campidoglio punta a consegnare la nuova litoranea verde entro la fine del 2028, regalando alla città quasi dieci chilometri di corsie ciclopedonali protette e una costa completamente rinaturalizzata.
Un traguardo suggestivo che ora attende di superare lo scoglio delle trattative istituzionali, per evitare che la grande promessa del parco marino rimanga incastrata in un ingorgo di polemiche e macchine in doppia fila.
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