Basilicata

Crucoli, la storica sagra della sardella finisce sotto la lente

Alla vigilia della storica sagra della sardella di Crucoli sotto la lente della polizia presunte criticità igienico-sanitarie


CRUCOLI – Alla vigilia della storica Sagra della sardella, tradizionale appuntamento estivo nel borgo di Crucoli, si accendono i riflettori degli organi di pubblica sicurezza sulle procedure organizzative e sulla catena di approvvigionamento dei prodotti gastronomici destinati al pubblico.

Secondo quanto emerso da alcune relazioni di servizio riservate, recentemente trasmesse all’attenzione dell’Ufficio di Gabinetto della Questura di Crotone, sarebbero state evidenziate diverse criticità in merito alla tracciabilità della materia prima e al rispetto dei requisiti igienico-sanitari previsti dalle normative vigenti.

Criticità igienio-sanitarie e in materia di tracciabilità

Al centro dei rilievi, in particolare, figurerebbe la provenienza della sardella utilizzata per la preparazione dei piatti tipici somministrati nel corso della manifestazione. Le informative segnalano l’ipotetico reperimento di parte del prodotto da canali privati non autorizzati alla commercializzazione, con conseguente assenza della documentazione idonea ad attestarne la tracciabilità e la qualità.

Ulteriori perplessità riguardano la fase di lavorazione degli alimenti correlati (pane e preparati da forno), la quale – secondo le notizie giunte agli uffici di Polizia – verrebbe svolta in strutture private potenzialmente prive dei necessari requisiti di idoneità igienico-sanitaria. Nelle relazioni inviate a Crotone si fa inoltre menzione delle complesse normative europee e nazionali che disciplinano l’impiego del novellame di pesce, ricordando le strette limitazioni sulla cattura e sulla somministrazione di determinate specie ittiche.

La patria della sardella

Gli atti della vicenda si trovano ora al vaglio delle autorità competenti e della Questura di Crotone per le opportune valutazioni, gli accertamenti del caso ed eventuali controlli a tutela della salute pubblica e dell’ordine pubblico.

La sardella tradizionale calabrese, di cui Crucoli è la patria, si prepara storicamente con la neonata di sarda, finita sotto la cappa dei divieti UE. Il Regolamento (CE) 1967/2006 dell’Unione Europea stabilisce il divieto tassativo di pesca, detenzione, sbarco, trasporto, vendita e somministrazione del novellame di pesce azzurro (al di sotto della taglia minima consentita per tutelare gli stock ittici del Mediterraneo). Dopo una serie di deroghe temporanee concesse alla Calabria in ragione della tradizione locale, dal 2010 la deroga UE è definitivamente terminata. Di conseguenza, la cattura e la commercializzazione della neonata di sardina per produrre la sardella tradizionale sono illegali a tutti gli effetti sul territorio europeo.

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I divieti Ue e il pesce-ghiaccio

Per consentire il prosieguo della tradizione gastronomica e delle sagre senza incorrere in illeciti penali o amministrativi, la produzione lecita e commerciale della sardella avviene sostituendo la neonata di sarda con specie ittiche autorizzate, principalmente il pesce ghiaccio (Neosalanx tangkahkeii).

La conserva a base di pesce ghiaccio (o altre specie lecite), peperoncino in polvere e semi di finocchietto è perfettamente legale e tracciabile, purché prodotta e distribuita nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di tracciabilità alimentare alimentari vigenti. I puristi storcono il caso. Del resto, non c’è paragone quanto a gustosità tra il pesce ghiaccio e il novellame di sarda. Ma, al di là dei divieti Ue, la sagra di Crucoli sarebbe finita sotto la lente anche per presunte carenze igieniche e in materia di tracciabilità.


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