Toscana

Calenzano, l’ex deposito Eni diventerà un hub dell’energia rinnovabile: firmato protocollo

Giani: “Questo accordo permetterà di realizzare un progetto coerente con le esigenze ambientali, sociali e di sviluppo del territorio”
 

Scritto da Massimo Orlandi, giovedì 6 agosto 2026 alle 15:10

Da deposito carburanti a polo per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nell’ambito di un più ampio progetto di rigenerazione urbana e ambientale. A poco più di un anno e mezzo dall’esplosione del 9 dicembre 2024, che causò la morte di cinque persone, il ferimento di altre 28 e ingenti danni al territorio circostante, Regione Toscana, Comune di Calenzano ed Eni Industrial Evolution hanno firmato oggi il Protocollo d’intesa che definisce il percorso di riconversione dell’area di via Erbosa.

A sottoscrivere l’accordo sono stati il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani, il direttore Industrial transformation di Eni Giuseppe Ricci e l’amministratore delegato di Eni Industrial Evolution Umberto Carrara. L’intesa segna l’avvio di un percorso che porterà alla cessazione definitiva dell’attività di stoccaggio dei carburanti e alla trasformazione del sito, esteso su circa 180 mila metri quadrati, subordinatamente al completamento delle attività di bonifica ambientale previste dalla normativa e all’esito dei procedimenti autorizzativi previsti dal Protocollo.

“Siamo molto contenti e orgogliosi del lavoro svolto fin dai giorni successivi alla tragedia del 9 dicembre 2024”, ha commentato il presidente della Regione Eugenio Giani nel corso della conferenza stampa di presentazione del Protocollo svoltasi a Palazzo Strozzi Sacrati e cui hanno partecipato i firmatari dell’intesa. “Quel deposito – ha proseguito – era nato negli anni Sessanta, quando quest’area era ancora prevalentemente agricola e rappresentava un’infrastruttura strategica per la rete dei trasporti. In tempi recenti, con la crescita del territorio e la forte urbanizzazione, un impianto di questo tipo era diventato del tutto inappropriato e pericoloso, come purtroppo abbiamo visto. Per questo, insieme al sindaco Carovani, fin dai primi confronti con Eni abbiamo detto con chiarezza che non si poteva immaginare di ripristinare un’attività di stoccaggio e distribuzione dei carburanti.

“Il Protocollo che firmiamo oggi – ha continuato Giani – traduce quella scelta in un progetto concreto: i 180 mila metri quadrati dell’ex deposito diventeranno un hub per la produzione di energia pulita, con un impianto fotovoltaico fino a 20 megawatt, con un sistema di accumulo che sarà messo a disposizione del Comune e il riconoscimento a Calenzano del 5% del valore dell’energia prodotta. A questo si affiancano la riqualificazione dell’area, il recupero di immobili oggi inutilizzati, il potenziamento della stazione di Pratignone, destinata a diventare un nodo importante del trasporto pubblico metropolitano. È la trasformazione di un sito pensato per gli anni Sessanta in un progetto coerente con le esigenze ambientali, sociali e di sviluppo del territorio proiettato verso il 2030”.

Il Protocollo prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico con una potenza installata fino a 20 MWp (una capacità produttiva in grado di coprire il fabbisogno elettrico di circa 10 mila famiglie), che resterà di proprietà di Eni o di una società del Gruppo, e di un secondo impianto da circa 1 MW con sistema di accumulo, che sarà ceduto gratuitamente al Comune e che sarà vicino al polo sportivo di Calenzano.

“Eni – si legge inoltre nel documento – si impegna a realizzare tutti gli interventi di verifica e di risanamento ambientale necessari” e anche che “assicurerà, a propria cura e spese, le attività di service per manutenzione e gestione a favore del Comune dell’impianto a questo ceduto gratuitamente”.

È inoltre previsto che Eni riconosca al Comune il 5% del valore dell’energia prodotta dall’impianto principale per tutta la sua vita utile, fino a un massimo di trent’anni.

Il Protocollo disciplina anche gli impegni delle parti per il completamento della bonifica ambientale, istituisce un Tavolo tecnico di coordinamento e monitoraggio con riunioni trimestrali e conferma la salvaguardia occupazionale del personale attualmente impiegato nel sito.

Tra gli obiettivi condivisi figurano inoltre la sottoscrizione, entro 180 giorni, di un successivo accordo per la riqualificazione del complesso immobiliare dell’ex OMNI di via di Le Prata, oggi in stato di degrado, con la possibilità di mettere a disposizione delle realtà associative del territorio gli spazi inutilizzati, e la promozione, insieme ai soggetti competenti e a Ferrovie dello Stato, di un progetto di riqualificazione della fermata ferroviaria di Pratignone quale nodo intermodale di interesse metropolitano e regionale, sul modello della fermata di Firenze Viale Guidoni, con la prospettiva di un progressivo potenziamento del servizio ferroviario lungo l’asse Firenze-Prato-Pistoia.


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