Politica

Le tue parole continueranno a indicare la strada

Francesco Guccini, grande cantautore che ha attraversato cinquant’anni di musica italiana, è morto oggi 6 agosto all’età di 86 anni. In queste ore, il mondo dello spettacolo lo sta ricordando con omaggi e ricordi.

“Le parole continuano a vivere anche quando chi le ha scritte se n’è andato. Le tue continueranno a indicare la strada, a fare domande, a regalare bellezza”. Francesco Gabbani ha ricordato sui social il grande cantautore. I due artisti hanno collaborato per ‘Note di viaggio – Capitolo 1: venite avanti…’ del 2019, una raccolta di Guccini composta da canzoni scelte dallo stesso cantautore e reinterpretate con differenti artisti italiani. Insieme hanno cantato ‘Quattro straccì, brano del 1996. “Sei stato un riferimento – ha proseguito Gabbani nel post – un uomo capace di trasformare la poesia in musica e la musica in pensiero. Grazie per averci insegnato il valore delle parole. Buon viaggio, Francesco”.

Sui suoi profili, anche Simona Ventura ha dedicato un pensiero all’artista: “Addio a uno dei più grandi poeti della cultura popolare italiana. Restano, per sempre, le sue canzoni: uniche, proprio come lui. Buon viaggio”.

A LaPresse il regista, sceneggiatore e produttore bolognese Pupi Avati, ha ricordato l’artista: “Guccini ha raccontato Bologna e l’Emilia nel modo più proprio, con convinzione e senza alternative. Mentre per Lucio Dalla c’erano altri mondi, per Guccini c’era i mondi chiusi ma sempre molto ricchi come quello di via Fabbri. Mondi che gli hanno permesso di crearsi un suo modo poetico molto autentico e coerente – ha rivelato -. Per Guccini ho vissuto una grande ammirazione artistica, e anche una sorta di gelosia nel senso che lui era molto amico di Lucio Dalla, ma anche io. E questo fatto ci divideva un pò. Faceva sì che lui umanamente non mi piacesse tanto, lo stesso accadeva a lui di essere un po’ geloso del mio rapporto con Lucio. Dalla era la bella donna della nostra storia, sia io che Francesco lo corteggiavamo, eravamo tutti sedotti da Lucio perché era lui la persona più creativa. L’amicizia nei riguardi di Lucio ha fatto sì che io e Francesco non fossimo mai amici ma sempre competitors. Ma per me è un dolore vedere che tutta quella Bologna straordinaria lì se ne sta andando. E ce ne rendiamo conto solo adesso.


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