«Anche Confcommercio lancia l’allarme, il Comune non minimizzi»

«Le parole del presidente di Confcommercio Veneto e Padova, Patrizio Bertin, rappresentano un richiamo autorevole che l’Amministrazione Giordani non può permettersi di ignorare. Quando chi rappresenta migliaia di imprese denuncia che la città è ostaggio dei cantieri, significa che il limite è stato superato». A dichiararlo sono i consiglieri della Lega Eleonora Mosco e Ubaldo Lonardi.
«Le code registrate anche nella prima settimana di agosto, in particolare nella zona dell’hotel Milano, sono l’ennesima dimostrazione di una gestione approssimativa – proseguono gli esponenti del Carroccio -. La scadenza del 30 giugno è stata superata, mentre restano carreggiate ristrette, deviazioni, parcheggi eliminati, accessi alle attività continuamente modificati e comunicazioni tardive. Padova ad agosto non è vuota: ci sono residenti, lavoratori, turisti e commercianti che continuano a subire le conseguenze dei lavori».
Mosco e Lonardi puntano il dito contro Palazzo Moroni, che continua a «distribuire rassicurazioni», ma nel frattempo «gli imprenditori devono pagare affitti, stipendi, bollette e tasse anche quando i clienti rinunciano a raggiungere negozi e locali». Inoltre, per i due consiglieri il danno non riguarda soltanto le attività direttamente affacciate sui cantieri, ma intere zone della città penalizzate dalle modifiche alla viabilità: «Nessuna opera pubblica può tradursi in un danno economico permanente per chi lavora».
«In Consiglio comunale abbiamo depositato una mozione ancora mesi fa e abbiamo chiesto contributi diretti, ristori parametrati al calo documentato del fatturato, l’estensione degli aiuti anche alle attività delle vie limitrofe, agevolazioni sui tributi locali e un monitoraggio permanente con le categorie economiche – concludono -. Non bastano misure tardive, parziali e appesantite dalla burocrazia: servono cronoprogrammi pubblici e rispettati, comunicazioni preventive, accessi garantiti e alternative concrete per la sosta e il carico-scarico».
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