Scuole e porti paralizzati in Argentina per lo sciopero contro il governo Milei
Lo sciopero a tempo indeterminato indetto in Argentina dal personale di pilotaggio portuale contro una misura di deregulation decretata dal governo di Javier Milei sta paralizzando il trasporto marittimo da circa tre giorni e ha acceso un’allerta in tutti i settori legati al commercio estero. Attualmente almeno 140 navi rimangono ormeggiate fuori dai porti con un impatto sulle esportazioni di cereali e le operazioni presso terminali strategici come Rosario, Bahía Blanca, Campana e Dock Sud. La situazione, si segnala, desta preoccupazione anche per le potenziali interruzioni dell’approvvigionamento nazionale di benzina, gasolio e olio combustibile, ma anche per i possibili ritardi causati al trasporto di tubi per la costruzione in corso dell’oleodotto Vaca Muerta Oil Sur (Vmos), il più grande progetto privato degli ultimi anni, che consentirà l’esportazione di petrolio dal bacino di Neuquén a Río Negro. A fronte dello sciopero il governo ha intimato oggi il personale portuale a riprendere le attività e ha ordinato alla prefettura navale di procedere alla notificazione di eventuali sanzioni anche penali.
Non è l’unico fronte sindacale aperto a Buenos Aires. E’ ancora acceso lo scontro aperto tra il governo ultraliberista di Javier Milei e i sindacati dell’istruzione pubblica che hanno indetto per oggi un nuovo sciopero di 24 ore in reclamo di aumenti salariali e dello stanziamento di maggiori fondi alla scuola e alle università. «Gli stipendi degli insegnanti continuano a perdere potere d’acquisto, mentre persiste l’inadempienza relativa alla restituzione dei fondi nazionali per l’istruzione e avanzano iniziative volte a tagliare i diritti dei lavoratori, le pensioni e il diritto sociale all’istruzione», sostengono i sindacati. Allo sciopero aderisce anche il sindacato dei lavoratori statali (Ate) che pure reclama adeguamenti salariali e denuncia i tagli al personale dell’amministrazione pubblica. Il governo ha tuttavia avvertito i docenti che verrà applicata la nuova legge sul Lavoro entrata in vigore a marzo che limita tra le altre cose anche il diritto di sciopero e impone ai dipendenti di garantire la continuità dei servizi essenziali (tra i quali è stata inclusa l’educazione). L’esecutivo ha informato oggi di aver disposto in tal senso controlli per verificare la presenza del personale docente nelle scuole.
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