Incidenti stradali 2025: in Umbria oltre 45 a settimana

Nel 2025 sulle strade dell’Umbria sono morte 36 persone. Tre vite perse al mese in auto, in bici o a piedi fanno spavento, specie in queste ore segnate dalla strage sulla Terni-Rieti. Tuttavia in termini statistici il 2025 ha portato con sé il secondo bilancio meno grave dal 1991, da quando cioè sono iniziate le rilevazioni statistiche per questa tipologia di decessi. Meglio in Umbria è andata soltanto nel 2016, quando comunque hanno perso la vita sulla strada 35 persone. A tirare le fila sugli incidenti stradali, conseguenti decessi e ferimenti è come sempre l’Istat, che il 24 luglio scorso ha pubblicato le tavole aggiornate.
Nel 2025 in Umbria si sono contanti 2.352 incidenti sulle strade che attraversano il territorio regionale, ossia circa 45,2 a settimana, con una flessione del 3,9 per cento rispetto all’anno precedente, quando ne sono stati rilevati 2.448. Più della metà dei sinistri stradali, ma non è una novità, si è verificata sulla viabilità urbana dell’Umbria, dove le autorità sono dovute intervenire 1.521 volte nel corso del 2025, mentre altre 726 volte i rilievi sono stati compiuti strade extraurbane. Molto residuale il numero di incidenti stradali che si verifica in Umbria sull’unico tratto autostradale dell’A1 e sui raccordi autostradali, quindi sul Perugia-Bettolle e sul Terni-Orte, che sono stati teatro di 105 sinistri.
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A perdere la vita in carreggiata, come accennato, sono state 36 persone, con una flessione del 41,9 per cento sul 2024, quando le vittime della strada erano state 62. La contrazione, comunque, è significativa anche sul 2023 quando le strade hanno strappato agli affetti più cari 45 persone, tante quante ne erano scomparse anche nel 2020, l’anno del Covid e dei mesi a mobilità anche azzerata e comunque molto ridotta. La serie storica dell’Istat per i morti sulle strade inizia nel 1991 e, vale la pena indicarlo, quell’anno i decessi in Umbria sono stati 135, anche se l’anno peggiore è stato il 2000 con 156 vittime: bilanci di una drammaticità che oggi appare fortunatamente irripetibile. Tornando al 2025, vale la pena segnalare che 20 dei 36 morti pianti sulle strade hanno perso la vita su viabilità extraurbana, altri 13 su tracciati urbani e 3 su autostrade e relativi raccordi. A morire sulla strada sono prevalentemente i conducenti, perché delle 36 vittime 27 erano alla guida; seguono a grande distanza i pedoni, che sono 7 di cui 4 maschi, mentre le restanti 2 vittime sedevano sui posti passeggeri.
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Resta impressionante, invece, il bilancio dei feriti per incidenti stradali: in Umbria nel 2025 sono state soccorse 3.251 persone con una flessione del 4,5 per cento sull’anno precedente, quando in ospedale erano finiti in 3.403. Come per il numero degli schianti anche per i feriti più della metà, precisamente 1.958, ha costretto il personale sanitario a intervenire su strade urbane, mentre sulle extraurbane ne sono state tratte in salvo 1.119; la quota residua di feriti, ossia 172 cittadini, sono stati soccorsi su autostrade e raccordi. A restare ferito anche in questo caso sono prevalentemente i conducenti delle automobili: a fronte dei 3.249 persone soccorse 2.289 erano alla guida, 679 viaggiavano come passeggeri e 281 camminavano sulla strada.
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Venendo alla tipologia di incidenti stradali rilevati in Umbria, che come detto sono stati 2.352, i più frequenti sono scontri frontali-laterali (659), seguiti dai tamponamenti (452) e dagli investimenti dei pedoni (262). Numericamente rilevanti anche il numero di veicoli finito fuori strada (254), gli scontri laterali (245) e gli urti contro ostacoli accidentali o fissi (208).
Sulle cause accertate o presunte all’origine degli incidenti stradali Istat propone soltanto una classificazione nazionale. In Italia nel 2025 si sono contati 220.164 sinistri di cui circa 35.600 provocati da «guida distratta o andamento impreciso», che rappresentano la quota maggiore dopo quelli classificati come frutto di «circostanza imprecisata», che sono poco più di 56mila. Tra le cause più frequenti anche «manovre irregolari» ed «eccesso di velocità», che ne hanno provocati rispettivamente 17.901 e circa 17.802, mentre ulteriori 14.832 sono stati innescati dal mancato rispetto delle distanze di sicurezza e ulteriori 10.742 per aver “bruciato” uno stop.
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