Salute

il “masterchef” di Kennedy Jr. riscrive la dieta americana con carne, latte intero e uova, ma la comunità scientifica frena

Prima la battaglia contro i vaccini, ora quella contro il cibo industriale. Robert F. Kennedy Jr. porta la sua rivoluzione sanitaria nelle cucine americane e si mette ai fornelli: il nuovo fronte del ministro della Salute Usa è una piramide alimentare ribaltata, fatta di carne rossa, latte intero, uova e grassi “buoni”. Per convincere gli americani a seguirlo ha scelto YouTube, trasformandosi in una sorta di chef televisivo della nuova era “Make America Healthy Again”. La prima puntata del suo show è andata online il 30 luglio e il messaggio è arrivato subito forte e chiaro: “America, è tempo di mangiare cibo vero”. Accanto allo chef californiano Andrew Gruel, Kennedy ha preparato polpette di salmone con insalata di rucola, mele e fagioli bianchi, presentando il programma come uno strumento concreto per riportare le famiglie americane ai fornelli.

L’idea alla base del progetto è semplice: tradurre in piatti quotidiani le nuove linee guida alimentari volute dal ministro, mostrando ricette accessibili anche dal punto di vista economico. “Alle famiglie come preparare piatti nutrienti restando entro un budget contenuto, spesso inferiore ai 5 dollari a porzione”, ha spiegato Kennedy in un’intervista a USA Today.

La sua rivoluzione passa però da un cambio radicale delle priorità nutrizionali. La nuova impostazione promossa dal ministro mette in primo piano alimenti come carne rossa, latticini interi, uova e grassi naturali, mentre ridimensiona il ruolo di zuccheri aggiunti, cereali raffinati, pane bianco e prodotti ultraprocessati. Un ribaltamento rispetto alle raccomandazioni tradizionali che per anni hanno invitato a limitare il consumo di grassi saturi e carni rosse.

La piramide ribaltata di Kennedy e i dubbi della comunità scientifica

La battaglia contro il cibo industriale è uno dei pilastri della sua agenda sanitaria. Kennedy punta il dito contro coloranti artificiali, snack confezionati e alimenti pronti, considerati tra i responsabili dell’aumento di obesità e malattie croniche negli Stati Uniti. Una posizione che intercetta anche un dibattito internazionale sempre più acceso sul ruolo dell’industria alimentare e sulla diffusione degli ultraprocessati.

A dividere, però, non è tanto l’obiettivo di spingere gli americani verso una dieta meno basata su prodotti confezionati, quanto la strada scelta per arrivarci. Le indicazioni di Kennedy riflettono in parte la sua stessa alimentazione, ricca di proteine animali e vicina a un approccio quasi carnivoro. Lui stesso ha parlato di una «voglia atavica di proteine» e ha attaccato quelle che considera vecchie convinzioni sulla carne: “I governi ci hanno mentito dicendo che la carne provoca infarti”.

Proprio queste posizioni hanno acceso il confronto con nutrizionisti e ricercatori. Diversi esperti contestano l’enfasi attribuita a carne rossa e latticini, ritenendo che possa entrare in contrasto con decenni di studi sugli effetti dei grassi saturi e della salute cardiovascolare: “Va contro decenni di evidenze e ricerche», ha dichiarato alla radio pubblica NPR Christopher Gardner, nutrizionista e membro del Comitato consultivo per le linee guida dietetiche americane, il gruppo incaricato di valutare le basi scientifiche delle raccomandazioni nutrizionali.


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