Economia

No al sorvolo di droni: Rolex fa chiudere lo spazio aereo sopra i suoi stabilimenti in Svizzera

Da sempre votato alla protezione della propria sfera, tanto da non pubblicare neppure i propri risultati finanziari, Rolex non poteva non avere timore dei droni, che oggi sono diventati un incubo per molte aziende, vista la loro capacità di sottrarre dati sensibili, arrivando silenziosi dall’alto. Così il gigante svizzero degli orologi di lusso, che sta costruendo un nuovo stabilimento a Bulle, nel Canton Friburgo, dove lavoreranno 1000 dipendenti, ha ottenuto il divieto del sorvolo del cantiere, fino al 31 dicembre del 2032. Decisione pubblicata sulla Gazzetta ufficiale cantonale, come rivela il quotidiano La Liberté.

“Aumento preoccupante della presenza di droni”

La richiesta di proibire il sorvolo del cantiere è motivata da “un aumento preoccupante della presenza di droni”, al di sopra del sito, con conseguenze per la sicurezza del personale e per il rischio di violazione della privacy dell’azienda. La polizia del Canton Friburgo ha fatto sapere che “avrà facoltà di neutralizzare e sequestrare qualunque apparecchio che non rispetterà il divieto”. Una misura analoga Rolex l’avrebbe presa a tutela del proprio stabilimento di Bienne, nel Canton Berna, dove vengono fabbricati i meccanismi dei suoi orologi. Quindi un complesso delicatissimo per la sicurezza dell’azienda.

Il condizionale è, tuttavia, d’obbligo perché il gruppo, fedele alla propria tradizione di riservatezza, gestisce con estrema parsimonia il flusso delle notizie che lo riguardano. Per rafforzare la propria richiesta di protezione a Bulle, Rolex ha fatto presente che, nel maggio 2025, il cantiere era stato vittima di un’effrazione ed era sparito materiale per un valore di 100 mila franchi.

Tornando ai droni, va detto che superano senza problemi cancelli e protezioni delle sedi aziendali, riuscendo a prendere nota delle consegne effettuate dai camion, oltre ad intercettare le firme bluetooth dei veicoli. Per evitare tutto questo Rolex ha ottenuto il divieto del sorvolo aereo del cantiere. Altre aziende, confrontate al fenomeno di sottrazione di dati sensibili dall’alto, impiegano sistemi integrati anti-drone, articolati in 3 fasi: rilevamento, tracciamento e neutralizzazione. Il colosso svizzero ha preferito un intervento più muscolare, ottenendo la chiusura dello spazio aereo e affidandosi alle forze dell’ordine per il suo rispetto.


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