Show Me The Body – Alone Together
La scena hardcore americana sta vivendo, negli ultimi anni, un periodo decisamente felice, anche (se non soprattutto) dal punto di vista commerciale. Il grande successo conquistato dai Turnstile, coraggiosi e innovativi nei loro tentativi di svecchiare il genere, ha dato risalto a tanti loro colleghi più e meno giovani.

In un solco simile si inseriscono i newyorchesi Show Me The Body, un trio guidato dal cantante Julian Cashwan Pratt che ha recentemente pubblicato il suo quarto album. “Alone Together” è un disco potente e maturo, efficace più che mai nel valorizzare le peculiarità di un gruppo che vuole a ogni costo distinguersi dalla massa, senza per questo produrre musica troppo complessa o elaborata.
Il post-hardcore dei Show Me The Body, pur con tutte le sue sfumature sintetiche, arriva dritto al punto sfruttando appieno l’immediatezza del rap più aggressivo e la pesantezza di uno sludge metal venato di grunge.
Di tanto in tanto, la potenza di fuoco delle rime viene smorzata da melodie dal gusto malinconico, come quelle che caratterizzano il tappeto di fiati di “Overture” e la ballad “See You Again”, scarna ma decisamente commovente.
Nella stragrande maggioranza dei casi, tuttavia, a rubare la scena sono i ritmi cadenzati di brani costruiti per far partire il pogo più selvaggio in sede live. La voce profonda di Julian Cashwan Pratt dà grande spessore anche ai brani più d’impatto e feroci, nei quali si avvertono influenze post-punk alla Idles (“No God”, “Mileage”, “New Line”), ma è soprattutto il suo banjo super-distorto ad aggiungere quel tocco di cattiveria e stravaganza che tanti loro colleghi si possono solo sognare. L’originalità premia sempre e, da questo punto di vista, i Show Me The Body hanno solo da insegnare.
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