Economia

cosa cambia per i beni difettosi in Ue


Verso prodotti più eco-friendly

La normativa europea tocca anche la progettazione. Nuovi obblighi, dunque, per le aziende: dovranno mettere in commercio elettrodomestici o tecnologia «ecocompatibile», facilmente riparabile e riciclabile. In modo da arginare anche la sovrapproduzione di rifiuti difficilmente smaltibili.

Una nuova piattaforma

Nel testo si parla poi del lancio di una piattaforma online europea per la riparazione, che vuole facilitare l’incontro tra chi eroga il servizio e i clienti. All’interfaccia potranno registrarsi riparatori, venditori di beni oggetto di ricondizionamento, acquirenti di beni difettosi per accedere al ricondizionamento. Non solo: a questo parterre si aggiungono anche iniziative di riparazione di tipo partecipativo (Repair café), come anche quelle promosse da soggetti non profit in cui le persone mettono a disposizione le proprie competenze per riparare oggetti come computer, biciclette, telefoni e vestiti.

Entro il 31 luglio 2027 la Commissione Ue dovrà sviluppare la piattaforma, di cui curerà direttamente anche la manutenzione. Per il pubblico l’utilizzo del servizio sarà gratis e il portale sarà gestito dal ministero delle Imprese e del made in Italy, individuato come punto di contatto, tra le varie funzioni, preposto a fornire l’accesso alla sezione, al monitoraggio dei dati e alla rimozione delle informazioni invalide.

Salvaguardia dei consumatori

Ultime, ma non per importanza, le misure attivate per la tutela del pubblico. L’articolo 127-novies della direttiva prevede che sui siti web del Mimit, del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, dell’Agcm e sul portale tuttoconsumatori.it del Consiglio nazionale consumatori e utenti siano pubblicate sezioni ad hoc che riportino i diritti dei consumatori e il link alla sezione nazionale della piattaforma Ue.

Quanto, invece, alle sanzioni – a eccezione dei casi in cui ci sia reato – il fabbricante, il rappresentante, l’importatore, il distributore o il riparatore che contravviene agli obblighi previsti sarà punito con una sanzione amministrativa pecuniaria, per ciascuna violazione, da 5mila a 50mila euro, considerando gravità, durata della violazione e condizioni economiche e patrimoniali dell’autore. In caso di episodi gravi o recidiva, i limiti delle sanzioni saranno raddoppiati. Ad accertare le trasgressioni sarà l’Agcm.


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