lo rivela Anna Williamson, terapeuta ed esperta di relazioni
Anna Williamson, terapeuta ed esperta di relazioni, ha dedicato anni della sua carriera ad ascoltare le confessioni di persone coinvolte in tradimenti: sia come chi ha tradito, sia come chi è stato tradito, sia come “terza persona” in una relazione extraconiugale. Attraverso il suo lavoro clinico e il podcast The Affair, ha raccolto centinaia di storie che, secondo lei, smentiscono l’idea comune secondo cui il tradimento sia sempre un gesto semplicemente egoista o crudele. Lo riporta il Daily Mail.
Williamson sottolinea che l’infedeltà non va mai sottovalutata: le sue conseguenze si estendono ben oltre la coppia coinvolta, arrivando a segnare figli e nipoti anche a distanza di decenni. Alcune delle persone da lei intervistate portano ancora cicatrici emotive dopo 30 o 40 anni.
Nonostante la gravità delle conseguenze, la terapeuta osserva che quasi tutte le persone incontrate le hanno detto di non essersi mai immaginate capaci di tradire. Secondo lei, l’infedeltà nasce spesso in momenti di solitudine, dolore, trauma o forte disconnessione emotiva. Comprendere questi meccanismi, precisa, non equivale a giustificarli, ma è un passo necessario per prevenirli.
“Questo non significa che entrambi i partner abbiano la stessa responsabilità in un tradimento. – ha affermato l’esperta – La decisione di tradire spetta sempre a chi tradisce. Ma ogni relazione ha le sue dinamiche, i suoi modelli di comunicazione e i suoi bisogni insoddisfatti. Se consideriamo solo una prospettiva, perderemo sempre una parte del quadro generale”.
Poi ha aggiunto: “La domanda che mi viene posta più spesso è perché le persone tradiscono.Le persone si aspettano che ci sia una sola risposta. Non c’è. A volte è noia. A volte è bassa autostima”.
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