Schengen: a Malpensa, Linate e Fiumicino i primi controlli a campione sui passeggeri extra Ue in arrivo dalla Spagna
Sono scattati la mattina di oggi, primo agosto, i controlli a campione da parte della Polizia di frontiera negli aeroporti di Roma – Fiumicino, Malpensa e Linate. Dopo la decisione del Governo di sospendere temporaneamente il trattato di Schengen con la Spagna, i passeggeri originari di Paesi terzi, quindi fuori dall’Unione Europea, sono sottoposti a verifiche per accertare che siano in possesso dei documenti idonei a circolare all’interno dell’Area.
Si tratta di verifiche selettive sui passeggeri in arrivo dalla Spagna. Per chi dall’Italia si reca nella Penisola iberica, invece, non cambia niente. I controlli avvengono ai gate di sbarco per verificare la regolarità al momento dell’ingresso nello Stivale. Le misure resteranno in vigore per un mese e prevedono ulteriori verifiche solamente in caso di anomalie o sospetti. A Fiumicino sono oltre 60 i voli in arrivo ogni giorno dalla Spagna durante la stagione estiva. Già dalla serata di ieri Fiumicino ha pubblicato sui propri canali di comunicazione e social un avviso per i passeggeri informandoli che “in applicazione delle disposizioni emanate dalle Autorità competenti sono stati temporaneamente reintrodotti controlli a campione alle frontiere interne dell’Area Schengen per i passeggeri in arrivo in Italia con voli provenienti dalla Spagna” e raccomandando di viaggiare con un documento di identità valido per l’espatrio.
Per la segreteria del Silp Cgil “il ripristino temporaneo dei controlli di frontiera con la Spagna per tutto il mese di agosto rischia di paralizzare l’operatività degli scali aerei e marittimi nazionali e di gravare pesantemente sulle donne e sugli uomini della polizia di Stato”. Il sindacato di polizia ha scritto al Dipartimento della Pubblica Sicurezza per “contestare questa gestione e pretendere risposte e garanzie immediate”, poiché “imporre verifiche mirate in ingresso e continui adempimenti burocratici nel mese di massimo picco del traffico passeggeri dell’anno, e in pieno periodo di congedi ordinari, rappresenta un’impostazione illogica ed insostenibile“.
“Gli Uffici di polizia di frontiera, che già operano in condizioni di cronica carenza organica, non possono essere lasciati soli ad affrontare questo ulteriore carico operativo – sottolinea la segreteria nazionale Silp Cgil – La tutela del diritto alle ferie e al recupero psicofisico del personale non è negoziabile e non può essere compressa o annullata da decisioni centrali prese senza un’adeguata pianificazione”.
Per il Silp Cgil, “la sicurezza dello spazio Schengen e il controllo dei flussi non si garantiscono con disposizioni formali o imponendo l’invio quotidiano di dati statistici entro le 11 del mattino. Occorrono risorse concrete”. Il Silp Cgil ha chiesto “l’invio immediato di personale in aggregazione a supporto dei valichi, richiamando l’attenzione sulle situazioni di estrema sofferenza operativo-strutturale già segnalate e rimaste inascoltate, in particolare negli aeroporti di Bari, Pisa e Bologna. In assenza di un piano straordinario di aggregazioni e di garanzie reali a tutela dei diritti contrattuali e della salute dei lavoratori, la tenuta dei servizi e la sicurezza stessa delle frontiere restano seriamente a rischio. Il ministero dell’Interno deve dare risposte immediate”.
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