Baresi, il rito del cappuccino col numero 6 nel bar degli interisti – Calcio
MILANO – Ogni mattina, da quasi dieci anni, arrivava con la moglie. Si sedeva ai tavolini all’aperto, quando il tempo lo permetteva, e aspettava la sua colazione: brioche integrale e un cappuccino speciale. L’unico barista milanista, in un locale tutto nerazzuro, con il cioccolato disegnava sulla schiuma il numero 6 e la “Capitano”. Era il piccolo rito quotidiano di Franco Baresi, morto oggi a Milano dopo una malattia che nell’ultimo anno lo aveva progressivamente allontanato dalla vita pubblica. Ma non dal suo bar. Il locale è il Cigarettes&Coffee, all’angolo tra viale Monte Rosa e via Previati, a pochi passi dalla fermata Amendola della metropolitana. Un bar gestito da interisti dichiarati, dove però la storica bandiera del Milan si sentiva di casa.

I titolari: “Franco era uno di noi”
“Era un gran signore, uomo d’altri tempi”, raccontano i due titolari, entrambi di nome Marco. “Noi siamo interisti convinti, con lui scherzavamo sempre sul calcio, soprattutto dopo i derby. Sempre con il sorriso, sempre disponibile”. Dal 2017 Baresi non ha praticamente mai cambiato abitudini. “Si sedeva spesso fuori, negli ultimi tempi. Prima veniva anche con il figlio. Era una persona riservata, persino timida, ma quando prendevi confidenza parlava volentieri. Non si è mai sottratto a una foto, a un autografo o a una chiacchierata con un tifoso”.
L’uomo dietro il campione
Nel quartiere, non lontano dalle torri di Citylife e dallo stadio di San Siro, Baresi era noto anche per la generosità. “Quando qualcuno gli chiedeva un aiuto faceva sempre il possibile. Aiutava anche chi aveva bisogno davvero. Insieme alla moglie Maura regalavano maglie, materiale del Milan e davano una mano a tante famiglie senza farlo sapere”, dice uno dei due Marco che gestiscono il bar.

Tra i ricordi più belli, c’è un video registrato per il compleanno di un tifoso schivo, frequentatore del bar, che aveva sempre avuto Baresi come idolo. “Franco gli fece gli auguri personalmente. Oggi tanti giocatori fanno fatica perfino a concedere un autografo. Franco era diverso”, raccontano i titolari.
Il cappuccino col numero 6
Domenico, unico milanista dello staff, era il solo autorizzato a preparare a Baresi il suo cappuccino. “Era contento quando gli portavo il cappuccino con il numero 6. Se il Milan perdeva il derby mi guardava, faceva l’occhiolino e diceva: ‘Stiamo un po’ sotto traccia oggi, che è meglio’. Se invece vincevamo, ridevamo insieme”, racconta. E si commuove quando parla del completino originale del Milan con una dedica che Baresi gli regalò per la nascita del figlio: “A Christian, un abbraccio, Franco”. E proprio nel locale, lo scorso giugno, Beppe Bergomi ha consegnato al rivale e amico di una vita la fiaccola che come tedofori avevano portato alla cerimonia di Milano-Cortina.
Source link




