Isernia, si chiude ‘Una Goccia nell’Oceano’: un anno di dono e inclusione firmato Avis | isNews
Il bilancio del progetto alla Biblioteca Provinciale, dopo il Workout in Silent che ha animato le vie del capoluogo con ottanta partecipanti
ISERNIA. Si è concluso presso la Biblioteca Provinciale di Isernia il progetto ‘Una Goccia nell’Oceano’, promosso dall’Avis Comunale di Isernia ‘Fernanda Fidenzio’ OdV. Dodici mesi di attività, incontri, laboratori e iniziative hanno dato vita a un percorso che ha saputo coniugare la promozione della cultura del dono con l’inclusione sociale, il benessere, la partecipazione civica e il dialogo interculturale, dimostrando come la donazione possa diventare il punto di partenza per costruire comunità più coese e solidali.
L’ultimo appuntamento progettuale è stato il Workout in Silent, che nei giorni scorsi ha trasformato le vie del capoluogo pentro in una grande palestra a cielo aperto, coinvolgendo ottanta partecipanti. Giovani e meno giovani, famiglie, bambini, cittadini italiani e stranieri hanno condiviso un pomeriggio all’insegna del movimento, del divertimento e della socializzazione, abbattendo ogni barriera culturale e linguistica. Il laboratorio ha rappresentato pienamente lo spirito dell’intero progetto, promuovere il benessere non soltanto dal punto di vista fisico, ma anche relazionale e sociale, creando occasioni di incontro tra persone provenienti da esperienze e culture differenti.
L’iniziativa ha idealmente accompagnato il percorso verso la manifestazione conclusiva, ospitata nella biblioteca di via Berta, primo convegno organizzato nella struttura dopo la recente riapertura. Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Avis Comunale di Isernia, Nicola Cifelli, che ha ripercorso le principali tappe del progetto, mentre a portare il saluto del Comune è stato il consigliere Ovidio Bontempo, che ha espresso l’apprezzamento dell’Amministrazione per un’iniziativa capace di coniugare salute, solidarietà, inclusione e partecipazione, sottolineando il valore della collaborazione tra istituzioni e Terzo Settore.

Il presidente del Csv e di Avis Molise, l’ingegner Gian Franco Massaro, e la dottoressa Matilde Caruso, direttore dell’Unità Operativa di Medicina Trasfusionale dell’Asrem, hanno fatto il punto sulla situazione della donazione di sangue e plasma in Molise, evidenziando i risultati raggiunti dalla regione. Entrambi hanno sottolineato come la collaborazione costante tra il sistema trasfusionale e il mondo Avis, la lungimiranza delle strategie adottate e la determinazione con cui vengono affrontate le sfide quotidiane abbiano consentito al Molise di ottenere risultati equiparabili, e in alcuni casi persino superiori, a quelli di regioni molto più estese e popolose. La dottoressa Caruso ha inoltre rimarcato il ruolo indispensabile svolto da Avis Regionale Molise nel sostenere il sistema sanitario regionale nei momenti di maggiore criticità e nelle fasi di carenza di sangue.
Di particolare intensità anche l’intervento di Rossella D’Orsi, supervisore del Progetto Sai del Consorzio delle Libere Imprese, che ha posto l’attenzione sul valore sociale del progetto e sul ruolo svolto dal volontariato nei percorsi di accoglienza e integrazione, evidenziando come il Csv Molise e l’Avis Comunale di Isernia rappresentino tra i principali partner del sistema Sai. A moderare l’incontro è stata Lorena Minotti, direttrice del Csv Molise, che ha accompagnato il dialogo tra i relatori sottolineando come la costruzione di reti territoriali rappresenti oggi uno degli strumenti più efficaci per promuovere salute, inclusione e cittadinanza attiva.
Uno dei momenti più significativi della mattinata è stato quello dedicato alla consegna degli attestati di partecipazione ai cittadini stranieri che hanno preso parte ai laboratori progettuali, un gesto semplice ma ricco di significato, che ha voluto riconoscere l’impegno dei partecipanti e testimoniare il valore di un percorso costruito insieme. Il progetto, sottolineano i promotori, lascia oggi un patrimonio che va ben oltre i numeri: una rete più forte, nuove relazioni, competenze condivise e una comunità maggiormente consapevole del valore della solidarietà e del dono. ‘Una Goccia nell’Oceano’, concludono, ha dimostrato come ogni iniziativa, se costruita attraverso la collaborazione tra associazioni, istituzioni, sistema sanitario e mondo dell’accoglienza, possa generare un impatto capace di lasciare un segno duraturo sul territorio.
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