Scienza e tecnologia

Cosa rende Bully così speciale? Dan Houser racconta la magia del cult Rockstar

Sebbene non abbia mai ricevuto un seguito, Bully (noto anche come Canis Canem Edit) rimane una delle esperienze videoludiche più peculiari mai realizzate da Rockstar Games. Di questo avviso è anche Dan Houser, co-fondatore della software house statunitense.

In un’intervista a IGN.com, Houser ha definito Bully un gioco speciale, che ancora oggi è in grado di conquistare i videogiocatori al netto degli anni che porta sulle spalle. Il co-fondatore di Rockstar ha sottolineato che il fascino di Bully risiede nel fatto che offre un gameplay tradizionale in un’ambientazione diversa dal solito, e sicuramente non troppo frequentata da altri videogiochi. Per molti versi, Bully ha permesso ad adolescenti e giovani adulti di rivivere un’epoca a cui, per un motivo o per l’altro, si rimane affezionati.

Le parole di Dan Houser su Bully

Dan Houser ha anche parlato della colonna sonora, della direzione artistica e del design e scrittura dei personaggi del gioco. Crede che Rockstar Games abbia fatto un lavoro incredibile nel combinare tutti questi elementi, ottenendo un successo quasi unanime all’uscita, nonostante non mancassero alcuni aspetti controversi della produzione. “Penso che la gente ami comunque i giochi open world. Abbiamo personaggi davvero memorabili e un’ambientazione unica. Il team ha fatto un lavoro straordinario”, così Houser ha sintetizzato la sua opinione riguardo al gioco.

Il sequel di Bully resta un’incognita

Dopo ormai 20 anni dal suo debutto, Bully non viene dimenticato dai videogiocatori, che anzi da anni invocano invano un possibile sequel. Si è spesso vociferato di Bully 2, ma ad oggi Rockstar non ha comunicato nulla di ufficiale, con la compagnia attualmente immersa negli ultimi mesi di sviluppo di GTA 6.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »