Squalifica lunga quanto l’infortunio: giocatore resta fuori finché l’avversario non potrà tornare
Finché infortunio non vi separi. Fino a quel giorno, il giorno in cui lui non rientra in campo, tu sei fuori. In sintesi, è la decisione – curiosissima, unica, clamorosa – del tribunale brasiliano che vincola la squalifica di un calciatore al tempo di recupero del suo rivale a cui ha procurato la rottura della tibia.
Il protagonista è un difensore dell’Inter Porto Alegre, Víctor Gabriel, che dovrà restare fuori fino al rientro, almeno in allenamento, dell’attaccante del Cruzeiro, Gabriel Pec, fermo per la frattura alla gamba.

La sanzione è stata emessa dalla Corte Superiore di Giustizia Sportiva brasiliana. Che ha stabilito che una sanzione standard prevista dal regolamento della lega calcistica non fosse sufficiente a causa della gravità dell’incidente. Infortunio troppo grave: Pec con la frattura alla tibia sinistra seguita a quel contrasto durissimo con gamba alta e piede a martello di Víctor Gabriel starà fuori mesi. La squalifica è limitata a 180 giorni, ma terminerà prima, quando Pec potrà tornare ad allenarsi.

Víctor Gabriel è stato accusato di gioco violento ai sensi dell’articolo 254 del Codice di Giustizia Sportiva e ha ricevuto la sanzione più severa in base a una disposizione che consente di adeguare la squalifica del giocatore infortunato, si è detto dispiaciuto, ha espresso rimorso durante la sua testimonianza, ha dichiarato alla Corte di non aver avuto alcuna intenzione di causare lesioni a Pec: “Ho passato notti insonni pregando per lui e porgo le mie più sincere scuse a tutti al Cruzeiro”.
La sentenza non è stata unanime: alcuni giudici che inizialmente avevano votato per una squalifica standard di sei giornate. La decisione è appellabile.
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