Toscana

Tagli fino a 6mila euro a lavoratore


La Uiltucs Toscana torna ad alzare la voce sull’appalto affidato da Estar per i servizi di front office sanitario, Cup e gestione amministrativa delle aziende sanitarie toscane. Il sindacato denuncia che la decisione dell’ente di applicare d’ufficio una presunta “equivalenza contrattuale” tra il contratto del terziario, distribuzione e servizi — previsto dagli atti di gara — e il contratto collettivo delle telecomunicazioni rischia di causare perdite economiche significative per oltre 1.300 lavoratrici e lavoratori attualmente impiegati nel servizio.

Cosa prevede l’appalto e perché il sindacato contesta

Secondo Uiltucs Toscana, i servizi oggetto dell’appalto Estar non si limitano ad attività di telefonia o call center. Marco Conficconi, segretario generale della Uiltucs Toscana, descrive un insieme di funzioni ad alta responsabilità: “I servizi oggetto dell’appalto Estar comprendono operazioni di fondamentale delicatezza per il funzionamento della sanità regionale: accoglienza e sportello polifunzionale, prenotazione (Cup), modifica e annullamento delle prestazioni, gestione dei ticket con riscossione diretta degli incassi e piena responsabilità sulla correttezza della rendicontazione fiscale, gestione delle esenzioni, iscrizioni al Sistema sanitario nazionale e servizi di pronto soccorso. Non si tratta assolutamente di una semplice e generica attività di telecomunicazione o di call center. Nonostante questa evidente complessità, Estar ha affidato un appalto di tale rilevanza ad un operatore che non possiede la struttura e le competenze necessarie per gestire direttamente l’intero servizio, al punto da dover prevedere il ricorso al sub-appalto per poter garantire l’esecuzione delle prestazioni”.

L’equivalenza contrattuale contestata

Il nodo centrale della disputa riguarda il contratto collettivo applicabile ai lavoratori coinvolti nel cambio d’appalto. Conficconi è esplicito nel definire la scelta di Estar illegittima: “In modo del tutto inconcepibile, Estar ed il Rup hanno applicato d’ufficio il beneficio della presunzione di equivalenza tra il Ccnl terziario, distribuzione e servizi — previsto dagli atti di gara — ed il Ccnl telecomunicazioni. Una pretesa equivalenza del tutto inesistente, sia dal punto di vista economico che normativo. Non esiste nessuna equivalenza economica: il Ccnl telecomunicazioni, quello che Estar autorizza ad applicare, presenta retribuzioni tabellari e trattamenti complessivi nettamente inferiori. L’equivalenza contrattuale, inconcepibilmente affermata dal RUP, forza la norma laddove essa è invece chiara ed esplicita nei requisiti tassativi richiesti per l’equiparazione e pone le lavoratrici ed i lavoratori nella condizione di avere diritti e tutele nettamente inferiori rispetto a quanto previsto dal contratto del terziario”.

Le conseguenze economiche e normative per i lavoratori

Il sindacato stima perdite concrete e progressive per chi opera nel servizio. Secondo Conficconi, “le condizioni di lavoro che le lavoratrici ed i lavoratori di questo servizio si troveranno ad affrontare a causa di questa decisione, per noi illegittima ed ingiustificata, saranno fatte di penalizzazioni gravissime: una perdita economica complessiva che, tra minor salario tabellare, ratei e Tfr, supererà i 6mila euro a lavoratore lungo l’arco temporale dell’appalto, aggravata da ulteriori applicazioni contrattuali inferiori, basti pensare alla perdita dell’accesso alle coperture sanitarie integrative a forte tutela (come il Fondo Est del terziario), a favore di fondi volontari o meno protettivi, ed a un complessivo svilimento della professionalità per ognuno di loro, in quanto le mansioni ad alta responsabilità amministrativa, contabile e di relazione con il cittadino vengono declassate e parificate a mansioni meramente telefoniche. Per non parlare della fortissima flessibilità che subirebbero lavoratrici e lavoratori con maggiori orari spezzati e la possibile ulteriore beffa di dover subire un periodo di prova fino a sei mesi, nonostante svolgano esattamente la medesima mansione da diversi anni con comprovata competenza. Un’organizzazione del lavoro che nel tempo verrebbe svolta da soli part-time con altissima flessibilità e senza nessuna possibilità di una trasformazione a tempo pieno. Esattamente l’inverso rispetto all’aumento della qualità della vita e della socialità che in Toscana ricerchiamo per le persone. Per la Uiltucs Toscana l’impatto che questo appalto avrebbe, qualora gestito come Estar lo ha assegnato, sarebbe drammatico”.

L’appello alla Regione Toscana

Il segretario generale chiude con un appello diretto alla Regione, mettendo in discussione la scelta di procedere con un appalto unico su scala regionale: “La Regione Toscana ha scelto di procedere con un appalto unico articolato su macro-aree per tutte le strutture sanitarie del territorio regionale, ma noi, forse più responsabilmente di alcuni politici non solo nostrani, ci chiediamo e chiediamo: ma questa scelta della Regione deve davvero penalizzare così pesantemente centinaia di lavoratrici e lavoratori – cittadine e cittadini che presto si recheranno alle urne? La Regione Toscana è davvero certa che questa scelta porti ad una diminuzione dei costi del servizio e dei costi per la collettività? Ad oggi la Uiltucs Toscana in questo appalto e per i modi con cui si è arrivati a questa assegnazione, vede solo un enorme guadagno per la società appaltatrice, la perdita di diritti fondamentali per le lavoratrici ed i lavoratori attualmente occupati, oltre 1.300, l’aumento della precarietà per i prossimi assunti nel servizio, ed un immenso, evitabile, danno sociale per tutti i Toscani”.


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