Artigianato, il secondo trimestre ancora positivo: 230 imprese in più e saldo positivo in tutte le province

Genova. Nel secondo trimestre del 2026 la Liguria registra 789 nuove iscrizioni e 559 cessazioni, con un saldo di +230 imprese artigiane, pari allo 0,54% delle 42.679 registrate. Le attività artigiane operative sul territorio regionale sono 42.410. Un risultato superiore alla media nazionale e accompagnato da saldi positivi in tutte e quattro le province. Il dato ligure si inserisce in un quadro nazionale complessivamente positivo. Secondo l’elaborazione del Centro Studi Confartigianato Liguria su dati Movimprese-InfoCamere, in Italia le imprese artigiane registrate sono 1.226.925, con 21.542 nuove iscrizioni e 16.341 cessazioni: il saldo è pari a +5.201 imprese, con un’incidenza dello 0,42% sul totale delle registrate.
Per incidenza del saldo sulle imprese registrate, la Liguria si colloca al sesto posto nazionale e prima tra le regioni del centro-nord a statuto ordinario, davanti a Emilia Romagna (+ 0,44%) Lombardia (+0,40%), Veneto (+0,40%), Piemonte (+0,36%) e Toscana (+0,30%). Un risultato che evidenzia la capacità del sistema artigiano ligure di generare nuove iniziative imprenditoriali in una fase ancora caratterizzata da incertezza economica e trasformazioni profonde dei mercati.
“Il fatto che tutte e quattro le province chiudano il trimestre con un saldo positivo conferma la vitalità diffusa dell’artigianato ligure – commenta Pino Pace, presidente di Confartigianato Liguria –. Il risultato della manifattura, in controtendenza rispetto al dato nazionale, dimostra inoltre che tradizione e innovazione possono generare competitività. La sfida ora è aiutare le nuove imprese a consolidarsi, accompagnandole nelle trasformazioni del mercato e nel ricambio generazionale. Vogliamo che sempre più giovani tornino a vedere nell’artigianato una prospettiva concreta di lavoro, crescita e realizzazione professionale”.
Genova, che concentra oltre la metà dell’artigianato regionale con 22.504 imprese registrate e 22.310 attive, chiude il trimestre con 394 iscrizioni e 285 cessazioni, per un saldo di +109 imprese (+0,49%). La crescita è sostenuta soprattutto dalle costruzioni (+59), dalle attività amministrative e dai servizi di supporto (+17), dalla manifattura (+15) e dalle altre attività di servizi (+10).
Imperia presenta 7.119 imprese artigiane registrate e 7.076 attive. Nel trimestre sono state rilevate 129 iscrizioni e 82 cessazioni, per un saldo di +47 imprese. L’incidenza del saldo sul totale delle registrate raggiunge lo 0,67%, la seconda migliore performance regionale. Il contributo principale arriva dalle costruzioni (+22), dalle altre attività di servizi (+18) e dai servizi di supporto alle imprese (+12). Il manifatturiero chiude invece con un saldo di -4 imprese.
Savona, con 8.106 imprese artigiane registrate e 8.090 attive, registra 141 nuove iscrizioni e 102 cessazioni, chiudendo il trimestre con un saldo di +39 imprese (+0,48%). A sostenere il risultato sono soprattutto le altre attività di servizi (+16), le costruzioni (+12) e la manifattura (+4).
La Spezia conta 4.950 imprese artigiane registrate e 4.934 attive. Le 125 iscrizioni e le 90 cessazioni producono un saldo di +35 imprese. Pur presentando i valori assoluti più contenuti, la provincia registra l’incidenza più elevata della Liguria, pari allo 0,71% delle imprese registrate. Le costruzioni rappresentano il principale motore della crescita (+20), seguite dalle altre attività di servizi (+8), dal trasporto e magazzinaggio (+3).
L’analisi regionale dei settori conferma la centralità delle costruzioni, che contano 21.094 imprese artigiane registrate e chiudono il trimestre con un saldo di +113. Il comparto genera da solo quasi la metà del saldo positivo complessivo della Liguria, con risultati favorevoli in tutte le province. Un contributo significativo arriva anche dalle altre attività di servizi, con un saldo di +52 imprese, e dalle attività amministrative e dai servizi di supporto, che registrano +25.
Particolarmente significativo è il risultato della manifattura artigiana, che in Liguria registra 98 iscrizioni e 82 cessazioni, con un saldo di +16 imprese su 6.555 registrate. Il dato regionale è in controtendenza rispetto al quadro nazionale, dove il comparto manifatturiero perde complessivamente 241 imprese.
All’interno della manifattura ligure, i contributi più rilevanti arrivano dalla produzione alimentare (+8), dalle altre attività manifatturiere (+7), dalla lavorazione del legno (+4) e dalla produzione di mobili (+2). Resta invece sotto pressione la fabbricazione di prodotti in metallo, che registra un saldo di -6 imprese. La lettura complessiva dei dati restituisce l’immagine di un sistema artigiano dinamico e capace di generare nuove iniziative imprenditoriali in tutti i territori. Il risultato si inserisce in un quadro di politiche regionali che negli ultimi anni ha rafforzato gli strumenti a sostegno dell’artigianato.
“Valutiamo positivamente, in particolare, – conclude Pino Pace- le misure attivate da Regione Liguria per facilitare l’accesso al credito, sostenere la formazione e l’apprendistato e accompagnare le imprese che operano nell’entroterra, dove fare impresa comporta spesso maggiori difficoltà. Interventi importanti, ai quali è necessario garantire continuità. Il numero delle nuove iscrizioni conferma, allo stesso tempo, l’esistenza di una diffusa volontà di fare impresa. Per sostenere questa spinta, auspichiamo inoltre un ulteriore intervento specificamente dedicato all’apertura delle nuove attività, capace di accompagnare gli imprenditori nella fase di avvio e nei primi anni di vita dell’azienda, con particolare attenzione alle giovani generazioni. Un nuovo strumento che permetterebbe di trasformare la vitalità registrata dai dati in imprese più solide e durature”.
I commenti
“L’artigianato in Liguria gode di ottima salute. E il merito lo si deve senz’altro alla capacità di fare impresa dei nostri artigiani, ma anche alle misure messe in campo da Regione Liguria che ne stanno favorendo la tenuta e stimolando la crescita. Il quadro, delineato dal Centro Studi di Confartigianato Liguria, infatti, fotografa un trend positivo superiore alla media nazionale, con iscrizioni in aumento in tutte e quattro le province. Basti pensare che all’ultima edizione di Garanzia Artigianato Liguria, la misura regionale di accesso al credito agevolato, hanno presentato domanda 685 attività, con finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto che ne hanno accompagnato lo sviluppo e, come è il caso di 23 di queste, favorito la nascita sul territorio. Altrettanto importanti sono gli strumenti dedicati a quelle dell’entroterra, per le quali abbiamo riconosciuto, in un migliaio di casi, importi a supporto delle spese di gestione, oltre a una trentina che, anche grazie ai nostri bandi, hanno acceso luci in immobili sfitti delle aree interne e che potranno beneficiare per cinque anni a bonus regionali di 300 euro al mese per le spese di affitto o utenze”. Lo dice l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana, a commento dei dati Movimprese-Infocamere elaborati dal Centro Studi di Confartigianato Liguria, che, nel secondo trimestre 2026, hanno evidenziato per la Liguria 789 nuove iscrizioni e 559 cessazioni, con un saldo di +230 imprese artigiane, pari allo 0,54% delle 42.679 registrate.




