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“Spesso i figli fanno da collante a tanti matrimoni e, quando uno di loro viene a mancare, quel collante si scioglie completamente. C’è chi si fa un amante, io non riuscirei”: così Barbora Bobulova

Un incidente in montagna, una figlia che sparisce nel nulla, una famiglia “perfetta” che si sgretola pezzo dopo pezzo senza che nessuno urli mai troppo forte. È questo il cuore della trama di “Separazioni”, il nuovo film di Stefano Chiantini con Barbora Bobulova e Adriano Giannini, arrivato nelle sale il 2 luglio distribuito da Fandango dopo l’anteprima al Torino Film Festival.

Mara (Barbora Bobulova) e Pietro (Adriano Giannini) hanno due figli, Laura e Agostino, e insieme formano una famiglia che si potrebbe definire esemplare. Lei è professoressa di latino, lui gestisce un negozio specializzato in articoli per l’alpinismo, e vivono in un paesino di montagna insieme ai due ragazzi adolescenti.

Tutto cambia quando Laura rimane vittima di un incidente di montagna durante un’escursione: da lì in poi il film segue una famiglia apparentemente unita alle prese col dramma della perdita, con un dolore che, come scrive lo stesso regista, si insinua nei legami sgretolandoli, increspa la superficie tirata a lucido di un microcosmo borghese e ne mina ogni certezza.

Credo che la perdita della figlia acceleri un meccanismo di allontanamento già in atto. – ha detto Bobulova a Sette de Il Corriere della Sera – Subito dopo la tragedia si apre una voragine, ed è stato quello che mi ha colpita sin dalla prima lettura del copione, quel cambiamento improvviso. Spesso i figli fanno da collante a tanti matrimoni e, quando uno di loro viene a mancare, quel collante si scioglie completamente”.

Il personaggio di Mara condurrà poi una doppia vita con un amante: “Conosco tante persone che ci riescono, io non sarei capace di vivere una doppia vita: se avessi una relazione extraconiugale, lo direi il giorno dopo. Sono una persona troppo trasparente. Sono una pessima attrice nella vita! Non so raccontare bugie, soprattutto quelle che possono ferire qualcuno”.

Bobulova ha vissuto nella Cecoslovacchia comunista: “Non posso parlare male della mia infanzia, ho ricevuto davvero tanto. Le limitazioni del regime le percepivano molto di più gli adulti, perché non si poteva viaggiare e tante altre cose erano proibite. Io invece vivevo praticamente in montagna, sui Carpazi”.

“C’era neve anche nelle valli, si sciava a quote molto basse. – ha ricordato – Inoltre il comunismo garantiva a tutti i bambini la possibilità di fare sport gratuitamente, io cantavo anche in un coro e studiavo pianoforte, tutto gratuitamente. Certo, qualcosa dovevano pur offrire, altrimenti la rivoluzione sarebbe arrivata prima”.


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