Un pieno di penalità, ma Hamilton protesta: “Punizioni eccessive”

Tutti sbagliano, qualcuno di più: Lewis Hamilton colpevole di cinque falli in undici gp finora, con conseguenti penalità che hanno cambiato il bilancio di alcune gare, compresa l’Ungheria. I 50 punti di ritardo da Kimi Antonelli sono tanti da portarsi in valigia per l’estate. Lewis è un sette volte campione del mondo, di corse ne ha vissute (391), è alla 19ª stagione in F1, ha 41 anni. Cosa gli succede? Non te lo aspetti da lui. Semmai da Kimi, al suo secondo massimo campionato, 20 anni non ancora compiuti, eppure il bolognese leader del Mondiale ha accumulato un’infrazione in meno di Lewis (quattro). George Russell è a quota tre, Charles Leclerc solo a uno.
I motivi degli errori di Hamilton
Insomma, sorprende che Hamilton faccia falsa partenza a Silverstone dove era 3° al via, anche se i 5’’ rimediati non hanno cambiato la posizione al traguardo. «Una cosa così mi è capitata pochissime volte in carriera». Sarà stata l’emozione della gara di casa, poco dopo il suo primo successo con la Ferrari a Barcellona? O la battaglia interna per la leadership in squadra con Leclerc? Da derubricare l’eccesso di velocità in pit lane a Montecarlo dove c’era un problema di misurazione (in tutto 5 piloti sanzionati) e 5’’ scontati con safety non hanno influito sul suo secondo posto. Invece a Budapest quel 0,1 km/h in più del consentito ai box è stato un suo errore, i 5’’ inflitti lo hanno fatto scivolare al 5° posto dietro Charles. Ma il danno era già stato provocato in qualifica: 2° a 12 millesimi dalla pole papaya di Norris, ha rimediato tre posizioni per aver ostacolato il giro dell’altra McLaren di Piastri. Qui c’entra soprattutto il muretto, che deve dare indicazione ai piloti di chi c’è davanti o dietro, il gps meglio degli specchietti a quelle velocità.
Hamilton scagionato da Russell
Forse in Belgio Hamilton era stato punito eccessivamente: 5’’ per un contatto col suo ex compagno, Russell al primo giro. La sua rossa ha perso brevemente aderenza sfiorando il retro della Mercedes e provocando testacoda e ritiro di George, il quale ha poi derubricato la vicenda come «incidente di gara» come in genere vengono tratti i contatti nelle prime curve dopo i semafori. Lewis se ne è lamentato («Persino George mi ha assolto, non c’era bisogno di punirmi, mi è costato molti punti»), peggio è andata al meccanico travolto (per fortuna senza conseguenze) al pit per scontare il dovuto. La Ferrari multata per l’incidente di 30mila euro, di cui 10 mila sospesi se dimostrano buona condotta. Lewis poi ha chiuso quarto a Spa, anche senza penalità non sarebbe risalito visto che ha tagliato il traguardo con sei secondi di ritardo dal terzo, Verstappen.
Le penalità prese nel 2025
Una lista di peccati strani, che irritano il britannico: «I commissari mi puniscono ogni volta che possono». Ma la distrazione o la tensione sono emozioni proibite, oltre che addomesticate e allenate, al suo livello di professionalità. Il 2025 per lui è andato in archivio con qualche tirata d’orecchie e 4 falli seri: tre posizioni in griglia a Montecarlo per ostacolo a Verstappen (non funzionavano i monitor); cinque posizioni prese a Zandvoort per non aver rallentato con doppia gialla prima del via del gp, concluso poi sulla sopraelevata, e poi scontate alla sua prima Monza; 10’’ in Messico per un taglio di pista in una battaglia con Verstappen; in Brasile 5’’ per scontro con Alpine di Colapinto e poi ritiro; a Las Vegas eccesso di velocità in pit, sempre di 0,1 km/h, ma nelle libere 3, solo 10mila di multa alla squadra. Era pur sempre un anno di apprendistato con Maranello. In questo, la rossa e lui stesso dovrebbero essere un libro aperto. E un po’ sgualcito?
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