Alberghi nei centri storici e autorizzazioni paesaggistiche, regole più semplici in Liguria: ecco cosa cambia

Genova. Regole meno stringenti per gli alberghi di nuova costruzione, via libera alle autorizzazioni paesaggistiche anche nei Comuni senza Puc, anticipazioni illimitate di fondi regionali per il rinnovo delle flotte del trasporto pubblico. Sono i principali provvedimenti che la giunta Bucci ha inserito nel cosiddetto ddl Omnibus, provvedimento collegato al bilancio con una serie di adeguamenti normativi in diverse materie, oggi in aula per l’approvazione.
Alberghi nei centri storici, deroga per i parcheggi
Fino ad oggi, per costruire nuove strutture ricettive alberghiere era necessario reperire almeno un posto auto per ogni camera o locale destinato al pernottamento. La nuova norma introduce una deroga per i centri storici o i centri urbani serviti dalla rete di trasporto pubblico locale, dove i Comuni “possono applicare una dotazione non inferiore ad un posto auto ogni tre camere o ogni tre locali destinati al pernottamento”. La novità è valida anche per i cambi di destinazione d’uso.
“Nei centri storici e nei centri urbani consolidati serviti dalla rete del trasporto pubblico locale l’obbligo di reperire un posto auto per ogni camera può risultare ridondante rispetto alle esigenze reali delle strutture ricettive”, si legge nella relazione della giunta. Inoltre l’obbligo “rischia di produrre effetti controproducenti in edifici esistenti oggetto di interventi di recupero, laddove la realizzazione di un posto auto per ogni camera è spesso impossibile da realizzare o incompatibile con le esigenze di tutela del patrimonio storico culturale e con l’obiettivo di riduzione del traffico privato. Ne può derivare il paradosso per cui gli ambiti meglio serviti dal trasporto pubblico locale risultano talvolta penalizzati nell’attrarre investimenti di qualità”. “A ciò si aggiunge la considerazione che i centri storici e i centri urbani consolidati sono, per definizione, i contesti meglio serviti dalla rete del trasporto pubblico locale, da sistemi di mobilità condivisa e da infrastrutture pedonali e ciclabili”. Considerazioni che, secondo quanto riferito in aula dall’assessore all’Urbanistica Marco Scajola, sono arrivate in Regione proprio dalla giunta Salis che amministra il Comune di Genova.
Nuove costruzioni e ristrutturazioni, via libera alle autorizzazioni anche senza Puc
Altra modifica destinata a incidere sulle trasformazioni urbanistiche è quella che abroga un passaggio del testo unico regionale in materia di paesaggio, cioè il divieto di rilasciare autorizzazioni paesaggistiche per interventi di nuova costruzione, sostituzione edilizia e ristrutturazioni nei confronti dei Comuni che non abbiano adottato il Puc entro il 31 dicembre 2026. Resta però il divieto di adottare o approvare varianti al proprio strumento urbanistico generale.
Secondo la giunta sono tre le motivazioni principali. Anzitutto la complessità intrinseca nella redazione del Puc: “Molti Comuni, specialmente quelli di piccole dimensioni, scontano una cronica carenza di personale tecnico e di risorse finanziarie che rende oggettivamente arduo rispettare le scadenze imposte dalla legge”. Poi la costante evoluzione del quadro normativo, con nuovi strumenti alternativi al Puc come il Psi e il Pul. E infine l’impatto straordinario del Pnrr che “sta assorbendo in via prioritaria le limitate risorse umane e amministrative degli uffici tecnici comunali”.
Per Avs si tratta di una norma salva-cemento: “Rimanderà ancora la stesura degli strumenti urbanistici regolatori, indispensabili in una terra martoriata dal cemento come la Liguria, e faranno la gioia di chi vuole ancora edificare, nonostante anni di cementificazione selvaggia – accusa la capogruppo Selena Candia -. La nostra proposta è quella di sostenere i piccoli comuni nella preparazione dei Puc col supporto del personale tecnico della Regione, perché spesso i Comuni non hanno i dipendenti in organico e le risorse essenziali per elaborare i propri strumenti urbanistici: sarebbe il modo migliore per sostenere gli enti locali che sono in ritardo”.
Respinto un emendamento del Pd che chiedeva di offrire ai Comuni, in particolare quelli sotto i 15mila abitanti, un concreto supporto nell’attività di predisposizione degli strumenti di pianificazione territoriale: “La giunta regionale decide di lasciare soli i piccoli Comuni, perché molte amministrazioni non riescono a predisporre la pianificazione in quanto non hanno il personale necessario e strumenti adeguati”, commenta il consigliere e segretario regionale dem Davide Natale.
“L’azione della Regione Liguria è improntata sulla collaborazione istituzionale con i Comuni, di tutte le dimensioni, e quindi sul supporto, piuttosto che sulla sanzione. Non accettiamo lezioni di urbanistica, considerato anche che siamo un’amministrazione riconosciuta a livello nazionale proprio per la rigenerazione urbana, per il basso consumo di suolo, ma anche per il costante sostegno ai Comuni e per la semplificazione delle norme – replica l’assessore Scajola -. Regione Liguria è al fianco dei Comuni e lavora per il loro sviluppo, partendo proprio dai più piccoli. Affermare che abbandoniamo i piccoli Comuni è pura demagogia, considerati anche gli investimenti senza precedenti fatti in questi anni nei territori interni. L’opposizione avrebbe voluto mantenere le sanzioni nei confronti dei Comuni, noi invece li vogliamo assistere nel loro percorso”.
Più fondi per il recupero dei beni confiscati alle mafie
Con un emendamento presentato dal Pd e firmato da tutta l’opposizione viene incrementato di 100mila euro il Fondo regionale per il recupero dei beni confiscati alle mafie che arriva così a 700mila euro totali.
“Con lo stanziamento di 700mila euro in sede di assestamento di bilancio per il 2026 abbiamo mantenuto l’impegno che ci eravamo assunti sul tema del riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, proseguendo nel percorso portato avanti con continuità negli ultimi anni e rafforzato dall’approvazione della legge regionale 2 del 2024 – commenta l’assessore alla Sicurezza della Regione Liguria Paolo Ripamonti a margine del Consiglio regionale -. È fondamentale sostenere i Comuni in questo percorso, che rappresenta un segnale concreto di legalità, restituzione alla collettività e valorizzazione del patrimonio pubblico. In quest’ottica, allo stanziamento delle risorse seguirà la pubblicazione di un nuovo bando. La struttura tecnica ha già predisposto gli atti necessari per procedere con l’attivazione della misura”.
Le altre misure: trasporto pubblico e case popolari
Un’altra norma contenuta nel ddl Omnibus rende definitiva la possibilità di anticipare il 100% dei fondi statali a disposizione della Regione per il rinnovo delle flotte di trasporto pubblico: l’obiettivo è “portare a termine gli investimenti del settore e garantire la continuità del servizio in quanto le aziende, ormai di prassi, si trovano a sostenere importanti anticipazioni di cassa, con ricorso al sistema creditizio e quindi ulteriori spese da affrontare”.
L’unica misura che incide sulla spesa è quella che concede anticipazioni di liquidità a favore delle Arte fino a un massimo di 3 milioni di euro all’anno. In questo modo la giunta non dovrà passare dal Consiglio regionale.
A proposito di case popolari, anche i militari entrano nella quota già riservata a forze dell’ordine, polizia locale e personale sanitario. Grazie a un emendamento proposto da Stefano Giordano (M5s) la norma è stata estesa anche ai vigili del fuoco: “Finalmente, una risposta concreta a un problema reale – commenta il consigliere -. Molti pompieri sono infatti sottoposti a mobilità nazionale e costretti a trasferirsi lontano da casa, spesso in territori nei quali il costo degli affitti è difficilmente sostenibile rispetto agli stipendi e a rinnovi contrattuali inadeguati. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono soccorso, sicurezza e protezione alla collettività”.
Difesa del suolo, 400mila euro in più per la manutenzione straordinaria
Via libera all’emendamento di Katia Piccardo (Pd) per destinare 400mila euro a interventi di difesa del suolo con particolare riferimento alla manutenzione straordinaria, come il consolidamento dei muri d’argine e altre opere finalizzate alla prevenzione ed alla riduzione del dissesto idrogeologico: “Si tratta di un segnale importante, perché la tutela del territorio, anche e soprattutto in ottica di prevenzione, deve tornare a essere una priorità concreta e non soltanto un principio enunciato. L’emendamento riserva infatti una quota del Fondo strategico regionale a interventi di risanamento idrogeologico e difesa del suolo”.




