Veneto

«Serve un congresso unitario, il partito venga prima delle candidature» il 27 luglio 2026


Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e presidente della VIª Commissione del Consiglio regionale del Veneto, Enoch Soranzo, è intervenuto sul congresso provinciale del partito a Padova, dove sono emerse due candidature alla guida della federazione.

«Leggo sui giornali della presenza di due candidature alla guida di Fratelli d’Italia Padova. Ritengo entrambe le persone in campo assolutamente qualificate, competenti e pienamente in grado di guidare il partito nelle importanti sfide che ci attendono. Proprio per questo credo sia arrivato il momento di compiere un ulteriore sforzo di responsabilità» ha dichiarato Soranzo.

L’appello ai due candidati

Soranzo ha chiesto a entrambi i candidati una riflessione ed eventualmente un passo indietro, per farne fare due in avanti al partito. «La politica migliore è quella che sa rinunciare a qualcosa di personale per costruire qualcosa di più grande e duraturo. Oggi abbiamo bisogno di un congresso che unisca e non che divida, che metta al primo posto la comunione di intenti e individui una sintesi politica, programmatica e organizzativa condivisa da tutte le anime del partito» ha aggiunto.

Lo spirito del commissariamento

Il consigliere regionale ha richiamato le ragioni delle sue dimissioni da presidente provinciale. «Quando ho rassegnato le dimissioni da presidente provinciale l’ho fatto con un obiettivo preciso: consentire al partito di arrivare, attraverso una breve fase commissariale, a un congresso capace di rafforzarne l’unità. Il commissariamento era stato immaginato come uno strumento temporaneo, destinato ad accompagnare il partito fino al congresso che avrebbe dovuto svolgersi nel periodo autunnale, non certo come una fase destinata a diventare essa stessa terreno di competizione politica» ha spiegato.

Il nodo della candidatura del commissario

Soranzo ha evidenziato un punto che, a suo giudizio, merita una riflessione: la candidatura dello stesso commissario provinciale. «Ho trovato singolare la candidatura del commissario provinciale. Nel momento in cui aveva assunto quell’incarico si era presentato come figura di garanzia e di traghettamento, dichiarando di non avere intenzione di candidarsi successivamente alla guida del partito. È una scelta che rispetto, ma che inevitabilmente apre una riflessione sul piano dell’opportunità politica e del ruolo che un commissario è chiamato a svolgere» ha affermato.

Il metodo prima del nome

Per Soranzo il tema centrale non è chi guiderà il partito, ma come si arriverà alla scelta. «Poco importa se la sintesi dovesse maturare attorno a uno dei due candidati oggi in campo oppure su una terza figura autorevole che sappia rappresentare un punto di equilibrio. Ciò che conta è che prevalga il senso di responsabilità e che il congresso diventi davvero il luogo nel quale costruire il futuro di Fratelli d’Italia Padova» ha sottolineato.

L’appello finale alla comunità del partito

Soranzo ha chiuso il suo intervento con un appello al confronto. «Per quanto mi riguarda sono disponibile con chiunque ne abbia voglia, fin da subito, a promuovere qualsiasi tavolo di confronto che favorisca un’intesa. Abbiamo il dovere di mettere attorno allo stesso tavolo amministratori, dirigenti, presidenti di circolo, militanti, movimento giovanile e chi ha contribuito a costruire questo partito negli anni. Dai più giovani ai veterani, tutti devono sentirsi parte di un progetto comune. Fratelli d’Italia è cresciuta perché ha saputo essere una comunità politica: conservare quello spirito oggi vale molto più della vittoria di una singola candidatura» ha concluso.




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