Umbria

Albo d’oro d’Italia per i risultati nello sport: ecco come sono messe le realtà umbre

Vent’anni di sport raccontano molto più di una classifica. Dicono cioè di territori capaci di costruire una cultura sportiva, città che hanno trasformato una disciplina in un elemento identitario e province che, pur lontane dal podio generale, hanno saputo emergere in singoli settori. È l’analisi dell’Indice di sportività del Sole 24 Ore, elaborato da Pts Sport dal 2007.

Un albo d’oro dello sport italiano, dove il primato assoluto spetta a Trento, capace di conquistare la prima posizione otto volte in vent’anni grazie a un sistema considerato completo: società, praticanti, risultati, infrastrutture e capacità di creare movimento intorno allo sport. Dietro arrivano territori come Firenze, Genova, Trieste, Bologna e, negli ultimi anni, le province lombarde con Varese, Bergamo e Milano.

La classifica racconta però anche un’altra storia: quella delle province che non hanno mai indossato la “maglia rosa” dello sport italiano, ma che hanno costruito eccellenze riconosciute a livello nazionale, internazionale e globale. È il caso dell’Umbria, dove Perugia e Terni trovano un posto di rilievo in alcune specialità.

Il simbolo sportivo dell’Umbria degli ultimi anni ha un nome preciso: pallavolo maschile. Nelle classifiche nazionali è questa realtà sportivi della Sir a portare la provincia di Perugia come realtà più forte d’Italia nel volley. Di più, è il settore nel quale, il territorio perugino ha costruito una presenza stabile ai vertici delle classifiche nazionali dell’Indice di sportività. Indice di sportività non va confuso con campionati vinti che nel caso della pallavolo perugina raggiunge primati sia a livello nazionale, che europeo e mondiale.

Nel 2025 Perugia si è piazzata al 32esimo posto generale su 107 province italiane, con 514,64 punti, ma alcuni indicatori raccontano una storia ancora più significativa: la pallavolo resta il settore di punta, con risultati ai vertici nazionali, mentre la provincia è quinta negli sport outdoor e tredicesima nelle discipline sportive associate.

Il peso del volley non è soltanto statistico, ma rappresenta una delle poche realtà umbre capaci di competere stabilmente con i grandi distretti sportivi italiani. La crescita della pallavolo maschile perugina è legata alla parabola della Sir Safety Perugia Volley. Il club ha conquistato scudetti, Coppe Italia, Supercoppe, Mondiali per club e Champions League, trasformando Perugia in una capitale europea della pallavolo maschile.

Un percorso che ha avuto un effetto anche sul territorio: aumento dell’attenzione mediatica, crescita del pubblico, attrattività per giocatori di livello internazionale e capacità di portare in Umbria competizioni di primo piano. Il volley, in questo senso, è diventato per Perugia quello che il basket rappresenta per Bologna o il calcio professionistico per Genova: una disciplina capace di definire l’immagine sportiva della città.

La fotografia del Sole 24 Ore evidenzia però anche alcuni aspetti meno brillanti. Perugia mantiene una posizione buona nella graduatoria generale, ma perde terreno negli indicatori legati alla struttura complessiva del sistema sportivo. La provincia è al 42esimo posto per struttura sportiva, mentre rimane più distante nelle classifiche legate all’attrattività degli eventi e ad alcune discipline di squadra diverse dal volley.

Se Perugia ha trovato nel volley il proprio elemento distintivo, Terni costruisce invece il suo miglior risultato nel calcio dilettantistico.

La provincia ternana nel 2025 è al 64esimo posto generale, con 308 punti, ma conquista il secondo posto nazionale nell’indicatore dedicato al calcio dilettanti. Un risultato che fotografa un territorio dove il calcio di base continua ad avere una forte presenza attraverso società, campionati e partecipazione.

Anche Terni mostra comunque alcune eccellenze: undicesimo posto nelle discipline sportive associate e buoni risultati negli sport indoor individuali. Rimangono invece più critici gli indicatori legati agli impianti, alla praticabilità sportiva e alla capacità di attrarre grandi eventi.ì

L’analisi dei vent’anni dell’Indice di sportività consegna quindi un’immagine sfaccettata dell’Umbria. La regione non appartiene al gruppo ristretto delle province che hanno dominato la classifica generale, ma presenta due caratteristiche riconoscibili.

Il confronto con le province che hanno dominato il ventennio evidenzia però la differenza principale: le realtà come Trento, Firenze, Genova, Trieste e Bologna non sono cresciute grazie a una sola eccellenza, ma attraverso sistemi sportivi completi, capaci di unire grandi squadre, sport di base, infrastrutture, eventi e turismo.

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