Abruzzo

“Non viceversa”, a Chieti la presentazione del libro che rimette l’economia al servizio delle persone


Ripensare l’economia mettendo al centro il benessere delle persone, la democrazia e lo sviluppo dei territori. È il tema del libro “Non viceversa. L’economia per le persone, i territori e la democrazia”, che sarà presentato a Chieti martedì 28 luglio, alle ore 18.30, in piazza Gian Battista Vico.

In caso di pioggia l’incontro, patrocinato dal Comune, si svolgerà nel Museo Barbella.

Alla presentazione parteciperà Francesca Battistoni, economista sociale, amministratrice delegata di Social Seed e curatrice del volume insieme a Daniela Freddi. Con lei dialogheranno il sindaco di Chieti Giovanni Legnini, il professore di Politica economica dell’università d’Annunzio Pierluigi Sacco, il sociologo dello stesso ateneo Simone D’Alessandro e il vicepresidente del Csv Abruzzo Ermanno Di Bonaventura.

A moderare l’appuntamento sarà Cinzia Di Vincenzo, consigliera comunale con delega alla Cultura.

Il saggio, pubblicato da Luca Sossella Editore, raccoglie i contributi di diversi studiosi ed esperti del panorama economico e sociale nazionale, tra i quali Fabrizio Barca, Patrizio Bianchi, Enrico Giovannini e Laura Pennacchi.

Il volume parte da una critica al modello economico neoliberista, accusato di aver contribuito ad ampliare le disuguaglianze e di non essere riuscito a rispondere in modo adeguato alle crisi contemporanee. La proposta è quella di considerare l’economia sociale non soltanto come uno strumento per correggere gli effetti negativi del mercato, ma come una componente strutturale delle politiche di sviluppo e industriali dei territori.

«Sarà interessante confrontarsi con quest’opera, alla luce del fatto che Chieti vanta una solida tradizione ed esperienza nel campo dell’economia sociale e della cooperazione tra istituzioni e terzo settore», dichiara Di Vincenzo.

«Il libro dimostra come, attraverso il ruolo attivo di cooperative, associazioni e comunità locali, sia possibile innescare una sinergia capace di guidare le grandi transizioni ecologica, digitale e demografica. Nei territori spesso dimenticati dalle logiche di mercato, il welfare, la cultura e la sostenibilità energetica possono diventare i pilastri di un modello di sviluppo equo, che mette al centro il benessere delle persone», conclude la consigliera.


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