Scienza e tecnologia

Perché i prezzi di GTA 6 generano polemiche, mentre i 160€ di FC 27 sono più tollerati?

I prezzi dei videogiochi stanno crescendo sempre di più e in veste di giocatori paganti facciamo bene a far sentire la nostra voce. Certo, i tempi di sviluppo si sono allungati, i budget sono lievitati e la crisi del settore non aiuta, ma videogiocare rischia di diventare un lusso per pochi ed è nel nostro interesse cercare di arginare il fenomeno.

GTA 6 vs EA Sports FC 27: due pesi, due misure?

I videogiocatori sanno essere parecchio rumorosi quando si sentono in qualche modo danneggiati, come accaduto di recente con lo stop ai videogiochi fisici di PlayStation. Non abbiamo tuttavia potuto fare a meno di notare il differente tenore delle reazioni nei confronti dei prezzi delle Ultimate Edition di GTA 6 ed EA Sports FC 27, due successi annunciati destinati a comandare le classifiche di fine anno (e oltre).

I 100 euro dell’Ultimate Edition di Grand Theft Auto 6 sono stati fortemente contestati da un numero considerevole di giocatori, mentre i 159,99 euro della Ultimate Edition Plus di FC 27 che si è appena inventata EA Sports sono stati più tollerati. A cosa è dovuta questa disparità di trattamento da parte della comunità dei videogiocatori? Mi sono interrogato sulla questione e queste sono le conclusioni alla quali sono giunto.

Una comunità più incline a microtransazioni e costi aggiuntivi

Per prima cosa, ritengo che il differente trattamento sia da attribuire alle differenti abitudini dei due pubblici di riferimento. Il videogiocatore medio di EA Sports FC è già ampiamente avvezzo alle microtransazioni ed è ben conscio che nel corso della stagione sarà invogliato a spendere un quantitativo variabile di denaro in FC Points e pacchetti.

Alla luce di ciò, a qualcuno (sicuramente non a tutti, intendiamoci) la selezione dei contenuti aggiuntivi della Ultimate Edition Plus da 159,99 euro potrebbe anche sembrare interessante, offrendo in anticipo tanti FC Points e Oggetti Giocatore che verrebbero comunque acquistati durante l’annata. Viceversa, il pubblico che comprerà GTA 6 a novembre lo farà esclusivamente per la campagna single player, un tipo di esperienza per la quale si è molto meno propensi a spendere i 20 euro aggiuntivi richiesti dalla Ultimate Edition per ricevere qualche contenuto digitale in più.

Qualcuno di voi potrebbe ribattere: “Che problema c’è, si può sempre comprare la Standard Edition da 80 euro!”. Questo mi fornisce l’assist perfetto per il secondo punto in esame.

Una Ultimate Edition che sa di versione base

L’Ultimate Edition viene percepita come la vera Edizione Standard di Grand Theft Auto 6, mentre quella che viene proposta come Edizione Standard da 80 euro è invece considerata come una versione “depotenziata” – per delle motivazioni che ritengo più che comprensibili.

Nell’Ultimate Edition di GTA 6 vengono offerti nella forma di bonus dei contenuti per il single player che un giocatore si aspetterebbe di trovare già nella versione base. Non parlo solo delle missioni e degli incarichi secondari aggiuntivi come il raid al covo della gang PTT Youngin$ e le attività di recupero di Classic Car Collection, ma soprattutto dell’accesso esclusivo ad alcune attività commerciali nella mappa, come il negozio di abbigliamento Stock 305, il salone da barba/estetica Sara’s Unisex Salon, lo studio Electric Fang Tattoo con oltre 50 tatuaggi dedicati e l’officina di modifiche Rideout Customs.

Nessun GTA ha mai chiuso le porte dei propri negozi agli acquirenti delle versioni standard, dunque c’è la percezione che Rockstar Games lo abbia fatto per dirottare le vendite verso la Ultimate Edition. Cosa che a quanto pare le sta riuscendo, visto che a dispetto delle lamentele i preordini della Ultimate Edition stanno volando.

La paura che l’industria segua l’esempio di GTA 6

In ultimo, ma non per importanza, ritengo che la disparità di trattamento sia dovuta anche alla paura che l’industria possa seguire l’esempio di Rockstar Games. Nonostante il suo indubbio successo, la serie di EA Sports FC, così come tutti i simulatori calcistici e sportivi, sono confinati in una nicchia di appassionati ben specifica, abituata ai live service e a restare attaccata a un videogioco per un lungo lasso di tempo (solitamente una stagione), spendendoci qualche soldo ogni volta che lo ritiene necessario. Aziende specializzate in single player e tripla A non guardano di certo a EA Sports per prendere le proprie decisioni commerciali.

Rockstar Games, dal canto suo, ha un successo tale da rappresentare un esempio da seguire per molti: la paura, più che fondata, è che altre compagnie possano sentirsi giustificate ad aumentare i prezzi dei propri videogiochi tripla A, magari in maniera “nascosta” come accaduto con GTA 6, solo perché Rockstar Games l’ha già fatto riuscendo ad avere ugualmente successo.


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