“Errore nella graduatoria trasmessa da Pescara”

Dodici contratti a tempo determinato sottoscritti da operatori socio-sanitari sono stati dichiarati nulli dalla Asl Lanciano Vasto Chieti dopo la rettifica della graduatoria trasmessa dalla Asl di Pescara.
A ricostruire la vicenda è il direttore generale Mauro Palmieri, che esprime vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti. «La nostra azienda è vicina e solidale con le persone coinvolte in una vicenda incresciosa e paradossale», afferma.
La Asl teatina, dovendo attivare entro i tempi previsti dal Pnrr le strutture territoriali del decreto ministeriale 77, aveva chiesto di poter utilizzare la graduatoria formata dalla Asl di Pescara per l’assunzione di operatori socio-sanitari.
In un primo momento, l’azienda pescarese aveva indicato come primo nominativo utile quello collocato al 600° posto. La Asl Lanciano Vasto Chieti aveva quindi convocato i candidati compresi tra la posizione 600 e la 669, tenendo conto delle rinunce.
Dodici Oss avevano preso servizio il 16 luglio, con contratti validi fino al 15 luglio 2027. Per altre tre persone, che non avevano ancora sottoscritto il contratto, l’assunzione era prevista tra il 27 luglio e il primo agosto.
Successivamente, però, la Asl di Pescara ha rettificato la comunicazione, chiarendo che lo scorrimento della graduatoria sarebbe dovuto partire dalla posizione 304 e non dalla 600. La correzione è stata comunicata il 20 luglio e confermata il 23 luglio, attribuendo l’indicazione iniziale a un errore materiale.
Il rispetto dell’ordine della graduatoria, ricorda Palmieri, è imposto dalla normativa e non consente di individuare i candidati saltando le posizioni precedenti. La delibera adottata dalla Asl teatina è risultata quindi viziata, con la conseguente nullità delle assunzioni già disposte.
«Comprendiamo pienamente lo smarrimento e il disagio prodotto da una decisione rispetto alla quale non abbiamo margini di manovra – conclude Palmieri –. Esprimiamo la nostra vicinanza alle persone coinvolte e il nostro sincero dispiacere per quanto accaduto».
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