“Genova porto di pace”, ancora tensione in commissione: i portuali escono dall’aula

Genova. Si è aperta all’insegna della tensione in Sala Rossa la seconda commissione consiliare dedicata a “Genova porto di pace“, la discussione della delibera di consiglio per l’istituzione di un osservatorio consiliare permanente per la trasparenza, la sostenibilità etica e la sicurezza dei lavoratori del porto di Genova. Tensioni che sono proseguite anche nel corso della seduta, con i portuali usciti dall’aula dopo alcune proteste durante le audizioni.
Dopo la conclusione improvvisa di quella dello scorso 15 luglio, interrotta per uno scontro verbale tra un portavoce del Calp e alcuni consiglieri di minoranza, il secondo appuntamento è iniziato proprio con un riferimento all’ultimo episodio. A sollevare il tema è stato il consigliere del gruppo misto Sergio Gambino, che ha invocato la presenza di pattuglie della Polizia Locale per garantire la sicurezza in aula: “Non succede nulla, continuate con la commissione”, è stata la risposta arrivata dagli spalti del pubblico, dove hanno preso posto i portuali.
Messina (Uniport): “Porto ambiente tra i più controllati, dispiacere per l’esigenza del Comune”
Presenti in aula una serie di auditi, tra cui rappresentanti dei sindacati, di Weapon Watch, di Medici senza Frontiere, di Amnesty International e anche di Uniport, con il vicepresidente Ignazio Messina: “Voglio esprimere dispiacere per l’esigenza del Comune di Genova di fare un osservatorio perché porto non sarebbe trasparente, etico o non garantirebbe la sicurezza dei lavoratori. Come lavoratore portuale vorrei ricordare che il porto è uno degli ambienti di lavoro più regolamentati al mondo. C’è già un rappresentante del Comune di Genova nel comitato di gestione portuale”, ha sottolineato Messina.
Gli obiettivi dell’osservatorio
Il nodo principale dell’osservatorio riguarda il monitoraggio dei traffici nel porto di Genova, concentrandosi sulla movimentazione di merci sensibili e armi, nei limiti delle informazioni accessibili e nel rispetto della normativa vigente, e impone maggiori garanzie di sicurezza per i lavoratori. Si tratterebbe di un organismo di studio, analisi, monitoraggio e proposta, senza funzioni gestionali, amministrative, ispettive o autorizzative, che dovrebbe, tra le altre cose, mettere in rete istituzioni ed enti e supportare il consiglio comunale nella gestione delle sue funzioni di indirizzo politico.
La delibera prevede che l’osservatorio sia composto da due consiglieri di maggioranza e due di minoranza, un rappresentante di Prefettura, Capitaneria di Porto, Agenzia delle Dogane, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, di Genova, i presidenti dei Municipi interessati e gli assessori con competenze relative al porto. Possono inoltre essere invitati a partecipare rappresentanti di enti, istituzioni, organizzazioni sindacali, centri di ricerca e associazioni.
Anche i consiglieri di minoranza hanno espresso dubbi sulle modalità di creazione dell’osservatorio, sulla partecipazione di specifici enti non contemplati allo strumento e sull’opportunità di adottarlo in aggiunta alle leggi già vigenti: “Il Comune di Genova può dotarsi di un osservatorio, che riteniamo utile in questo momento così delicato – ha chiarito il vicesindaco Alessandro Terrile, presente in aula – Si tratta di un osservatorio del Comune, appunto, dunque non c’è obbligo ad aderire da parte di altri enti”.




