Economia

La Bce lascia i tassi invariati ma crescono i timori per una fiammata dell’inflazione

ROMA – Una decisione in linea con le attese della vigilia. La Banca centrale europea (Bce) lascia i tassi invariati al 2,25%, come stabilito a giugno, e sceglie di non intervenire sul costo del denaro. Anche se – osservano gli analisti da più parti – si rafforzano i timori per l’inflazione in crescita. La nuova escalation in Medio Oriente, con le tensioni su Hormuz e gli attacchi degli Houthi nel Canale di Suez, allunga più di un’ombra sulla prossima riunione dell’Eurotower, in programma a settembre. Stando alle previsioni, in quella sede il board dell’istituto potrebbe ritoccare verso l’alto i tassi di 25 punti base.

“L’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno”, avverte la Banca nella nota di accompagnamento alla decisione. “Il consiglio direttivo segue pertanto con attenzione l’intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto”. Il board, “resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati”.

Notizia in aggiornamento


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