Il mercato dell’usato vale $7 miliardi ma sembra destinato a morire dopo la scelta di Sony
Sebbene in tanti subodorassero l’arrivo di una decisione del genere nel prossimo futuro, l’addio di Sony al formato fisico dei videogiochi continua a far discutere all’interno della community. Tra le maggiori preoccupazioni sollevate dalla vicenda, c’è la potenziale morte del mercato dell’usato.
Il mercato dei videogiochi usati dopo la scelta di Sony
Secondo le stime stilate dalla società di analisi Dataintelo e riportate dalla CNBC, il mercato globale dei videogiochi usati, che include console, giochi e accessori, è stato valutato 7.2 miliardi di dollari. Prima dell’annuncio di Sony, le proiezioni vedevano questo settore in costante crescita, con una stima di raggiungimento dei 13.8 miliardi di dollari entro il 2034. A seguito dello scossone causato da Sony, il mercato dell’usato è destinato a scomparire, stando alle previsioni aggiornate degli analisti.
Michael Pachter di Wedbush Securities ha dichiarato: “Storicamente, almeno un terzo dei videogiochi è stato venduto come usato. Quei giochi rivenduti fornivano liquidità al giocatore per poter acquistare titoli nuovi. I negozi fisici dedicati ai videogiochi sono condannati“. Il CEO di GameStop, tuttavia, si è detto tutt’altro che preoccupato dall’addio di Sony al formato fisico, considerando che i videogiochi in sé costituiscono ad oggi una fetta ridotta delle entrate della catena.
Sulla questione si è brevemente espresso anche Kazunori Ito di Morningstar: “Il mercato dei giochi di seconda mano continuerà a restringersi fino a scomparire del tutto“. Kim Bayley di ERA – Entertainment Retailers Association ha sollevato molti dubbi legati al futuro dei consumatori: “Ogni anno, milioni di videogiocatori scelgono ancora di acquistare copie fisiche perché attribuiscono valore alla vera proprietà. Un disco può essere condiviso in famiglia, rivenduto, collezionato, conservato e, cosa fondamentale, giocato a distanza di anni. Una licenza di download spesso non offre nessuna di queste libertà“.
Le reazioni degli analisti e il peso del digitale
Dr. Serkan Toto di Kantan Games ha aggiunto: “Comprendo i fan dei supporti fisici, ma Sony non tornerà indietro su questa decisione. Sapevano benissimo quale sarebbe stata la reazione online e ora stanno semplicemente aspettando che la tempesta passi”. Della stessa opinione è l’ex Santa Monica Alanah Pierce, secondo cui Sony sapeva benissimo a cosa andava incontro e per questo avrebbe dettato regole rigide legati ai profili social PlayStation.
Robin Zhu di Bernstein ha dichiarato: “Se i videogiocatori e i sostenitori della preservazione avessero acquistato più giochi fisici, Sony non avrebbe registrato percentuali di vendite digitali tali da giustificare questa scelta”. Sulla stessa lunghezza d’onda il commento di Piers Harding-Rolls di Ampere: “Il gaming su console è l’ultimo baluardo dei supporti fisici nel settore videoludico, ma l’importanza dei prodotti fisici è in calo. Nel 2013, al lancio della PS4, i dati di Ampere mostravano che solo il 13% delle vendite totali di giochi completi per console Sony era in formato digitale (inclusi i giochi esclusivamente digitali). Nel 2025, questa quota di acquisti digitali di giochi completi ha raggiunto quasi l’80% del totale“. L’analista riconosce i potenziali rischi comportati dalla transizione al Digital-Only, “Tuttavia, le tendenze di acquisto dei giocatori sono chiare”.
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