Emilia Romagna

Dire basta ai sacrifici scaricati sulle famiglie


A circa un mese dalla denuncia della Uil di Ravenna, che lo scorso 17 giugno richiamava l’attenzione sui risvolti economici e sociali del passaggio alla Tariffa corrispettiva puntuale (Tcp), il sindacato interviene sul recente documento unitario firmato dai sindaci della Provincia nell’ultimo Consiglio locale di Atersir. “Prendiamo atto che anche i primi cittadini hanno finalmente preso coscienza di quanto la Uil sostiene con forza da tempo: l’impatto dei costi del servizio rifiuti sulle famiglie, sui lavoratori e sui pensionati è diventato insostenibile”, dichiara la Uil di Ravenna.

“Accogliamo con favore la presa di posizione dei sindaci, ma evidenziamo una forte contraddizione politica: non si può votare a favore dei Piani economici finanziari che certificano i rincari e, un minuto dopo, lamentarsi dei costi scaricati sulla cittadinanza. Come già ricordato nel comunicato del 17 giugno a firma del egretario generale Carlo Sama, la Uil di Ravenna sottolinea come, a fronte di una raccolta differenziata record che in provincia sfiora l’80% e di un volume d’affari straordinario garantito dal piano investimenti della multiutility, sia del tutto inaccettabile chiedere ulteriori sacrifici economici agli utenti. Definire il via libera al Pef come un semplice “atto di responsabilità” rischia di trasformarsi nel classico gioco dello scaricabarile tra istituzioni ed enti gestori”. 

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“La transizione ecologica deve essere socialmente sostenibile e la Tariffa puntuale deve premiare i comportamenti virtuosi, non fare cassa sui bilanci familiari – prosegue il sindacato -. Se i sindaci condividono le nostre preoccupazioni, trasformino la protesta formale in atti amministrativi conseguenti già nei prossimi assestamenti di bilancio”. 

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Le richieste della Uil di Ravenna sono chiare: destinazione sociale dei dividendi Hera per calmierare le bollette per pensionati, famiglie numerose e redditi medio-bassi; tavoli di confronto preventivo per valutare le tariffe prima della loro definitiva approvazione; premialità reale sulla Tcp: l’introduzione della tariffazione legata all’effettivo conferimento dell’indifferenziato deve garantire un risparmio effettivo per chi differenzia, senza venire annullata dagli adeguamenti inflazionistici o dai costi di gestione del gestore. Infine, verifica della qualità del servizio.

“A fronte di tariffe in aumento, occorre un monitoraggio stringente sugli standard qualitativi della raccolta — che in diverse aree presenta ancora evidenti criticità — tutelando al contempo le condizioni di lavoro degli operatori. I cittadini ravennati hanno già fatto la propria parte raggiungendo traguardi di differenziata straordinari – conclude il sindacato -. Ora spetta alle Istituzioni dimostrare coi fatti che l’economia circolare si fa con le comunità, e non contro i loro bilanci familiari”. 


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