>>>ANSA/ Notte d’inferno a Kiev, Mosca scatena una tempesta di missili e droni – Altre news
(di Sabina Rosset)
Una tempesta di oltre 40
missili, tra cui vettori balistici e ipersonici, e 125 droni si
è abbattuta nella notte su Kiev, in uno degli attacchi più
pesanti dall’inizio della guerra. Almeno una persona è morta e
16 sono rimaste ferite. Ma si scava tra le macerie anche a
Kharkiv e in altre città dell’Ucraina, con l’offensiva di Mosca
che nelle ultime 24 ore ha causato almeno 20 morti e oltre 140
feriti in tutto il Paese. Le forze di Kiev hanno risposto
colpendo tre petroliere della ‘flotta ombra’ russa nel Mar Nero
e tre depositi petroliferi e un impianto per carburanti nella
regione di Stavropol, nel Caucaso settentrionale russo.
Sullo sfondo restano nella capitale ucraina le tensioni dopo
il rimpasto di governo e l’estromissione del popolarissimo
ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov: dopo tre giorni di
proteste di piazza il presidente Volodymyr Zelensky ha
assicurato di voler ascoltare la voce della gente, promettendo
che ci saranno nuove decisioni che riguardano l’esercito.
L’attesa è per il siluramento del comandante in capo Oleksandr
Syrsky (inviso proprio a Fedorov), ma per ora proseguono le
consultazioni del presidente.
L’allarme per il nuovo massiccio attacco russo è scattato
verso l’una e mezza di notte, e le esplosioni sono proseguite
per ore. La maggior parte dei missili era diretta contro la
capitale, dove incendi e danni hanno coinvolto edifici
residenziali, uffici, siti industriali e un dormitorio. Quasi
600 soccorritori sono stati mobilitati. Le difese ucraine hanno
dichiarato di aver neutralizzato 18 missili e 108 droni, ma la
concentrazione di vettori balistici ha messo ancora una volta
sotto pressione le batterie Patriot, il sistema occidentale più
efficace contro questo tipo di minaccia.
“La difesa contro i missili balistici è ora la priorità
costante e principale”, ha avvertito Zelensky, chiedendo agli
alleati nuovi intercettori. In una settimana, ha riferito, Mosca
ha impiegato circa 1.450 droni d’attacco, oltre 1.640 bombe
aeree guidate e 99 missili contro l’Ucraina. La replica di Kiev
ha puntato sulla macchina energetica con cui Mosca alimenta e
finanzia la guerra. Le unità del Servizio di sicurezza ucraino,
l’Sbu, hanno centrato tre depositi petroliferi a Stavropol, nel
sud della Russia, mentre le Forze armate hanno colpito un quarto
obiettivo del settore. Nel Mar Nero sono state attaccate tre
petroliere della ‘flotta ombra’, la rete di navi usata dalla
Russia per esportare greggio e derivati aggirando le restrizioni
occidentali. “Le sanzioni ucraine a lungo raggio hanno raggiunto
gli obiettivi che sostengono e finanziano l’aggressione russa”,
ha rivendicato Zelensky.
Il presidente deve intanto disinnescare la più grave crisi
politico-militare degli ultimi mesi. Migliaia di persone, tra
cui veterani e familiari di soldati, sono scese in piazza dopo
la rimozione di Fedorov, popolare artefice della
digitalizzazione della difesa e della guerra dei droni, ma anche
simbolo di un’amministrazione decisamente più trasparente. I
manifestanti chiedono il suo ritorno e l’uscita di Syrsky,
accusato di uno stile di comando rigido, di ostacolare
l’innovazione e di inseguire risultati a un costo eccessivo di
vite umane. “Ascolto ciò che dice la gente”, ha assicurato
sabato sera Zelensky, annunciando di aver parlato sia con
Fedorov e sia con Syrsky e che ci saranno “decisioni riguardanti
l’esercito”. In giornata ha poi sentito tre alti ufficiali: il
comandante delle Forze congiunte Mykhailo Drapatyi, il vicecapo
di Stato maggiore Volodymyr Horbatiuk e il comandante delle
truppe d’assalto aereo Oleh Apostol. Per ora nessuna decisione
sulla sorte di Syrsky è stata ufficializzata. “Domani avrò
colloqui cruciali”, ha anticipato il presidente.
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