Change Life – Change Life
Dietro il nome Change Life si nasconde il polistrumentista statunitense Lawton Browning, un cantautore originario di Portland che ha dato vita a questo progetto nel non lontano 2023, come valvola di sfogo all’isolamento e agli altri innumerevoli sconvolgimenti imposti dalla pandemia.

In questo debutto fresco di stampa, frutto di un lavoro condiviso e non svolto in totale solitudine, il musicista recupera le antiche sonorità del post-punk di fine anni ‘70/inizio ’80 e le mette al servizio di brani dal forte contenuto politico, con testi ben radicati nella tradizione di sinistra che già era alla base del lavoro dei principali ispiratori di Browning, ovvero gli Scritti Politti.
Nel disco l’influenza delle prime opere prodotte dal geniale Green Gartside è più che evidente; tanto nei passaggi più aspri, ruvidi e tipicamente post-punk/new wave (“Smile”, “Fields Of Afternoon”) quanto nelle numerosissime parentesi pop, raffinate ma sempre squisitamente lo-fi, nelle quali Lawton Browning mette in risalto uno splendente lato soft che trova i suoi punti di forza nella ricercatezza delle melodie e nei suoni avvolgenti e morbidi delle chitarre (“Beneath The Underdog”, “The Living Green”, “Eden Express”, “From Zero To One”).
Un buon disco di indie rock sperimentale, per molti aspetti ancora acerbo, che potrebbe spiazzare alcuni per l’assenza di una precisa direzione artistica e per certe indecisioni in fase di arrangiamento – che, non di rado, hanno effetti negativi sulla coerenza delle tracce. Ma Browning ha talento e versatilità dalla sua parte: un altro album con più brani movimentati e danzerecci come “Beyond Control” e “Radio Ragazza” e le cose potrebbero andargli ancor meglio.
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