Daniele Formica in dialogo con Joseph Beuys: si riaccende il legame artistico con Perugia

C’è un filo sottile, ma straordinariamente solido, che lega l’avanguardia storica di Joseph Beuys alla ricerca performativa contemporanea, passando per il cuore dell’Umbria. Si intitola “Daniele Formica in dialogo con Joseph Beuys” la mostra che, fino al 6 settembre 2026, accende ancora i riflettori internazionali sul Museum Schloss Moyland, in Germania.
Un riconoscimento di altissimo rilievo per il giovane artista italo-olandese Daniele Formica (nato a Perugia nel 1996 e residente in Olanda), chiamato a confrontarsi con il gigante dell’arte del Novecento (nato nel 1921 a Krefeld e scomparso nel 1986 a Düsseldorf) in uno dei centri espositivi più prestigiosi della Renania Settentrionale-Vestfalia, già teatro in passato di progetti di icone assolute come Marina Abramović.
La scelta di Formica per questo omaggio tedesco risuona in modo particolare per la città di Perugia, che con Joseph Beuys vanta uno storico e indelebile legame. Impossibile non ricordare la memorabile data del 3 aprile 1980, quando il maestro tedesco, icona della “scultura sociale”, giunse nel capoluogo umbro per un epico incontro ravvicinato con un altro titano dell’arte, l’umbro Alberto Burri, nella Sala dei Notari.
Fu proprio in quell’occasione che Beuys realizzò dal vivo le sue celebri sei lavagne, tracciando diagrammi e concetti legati alla rigenerazione dell’uomo e della società. Quelle lavagne, oggi custodite ed esposte al Museo civico di Palazzo della Penna a Perugia, rimangono la testimonianza tangibile di un passaggio epocale, capace di segnare la storia dell’arte contemporanea in Umbria.


A distanza di quarantasei anni da quello storico evento, la traiettoria concettuale di Beuys torna a incrociare Perugia attraverso lo sguardo di Daniele Formica. Il Museum Schloss Moyland ha infatti invitato il performer perugino a immergersi nell’Archivio Joseph Beuys e nella sua vasta collezione, lavorando sul posto nel corso di numerosi soggiorni di ricerca. Il risultato è una mostra dialogica, co-curata dallo stesso Formica insieme ad Antje-Britt Mählmann, per la quale l’artista umbro ha prodotto nuove opere site-specific: lavori testuali, una video-performance, un ready-made di grande formato e un’installazione performativa concepita come una vera e propria risposta all’azione Siberian Symphony (1963) di Beuys. L’intero percorso è documentato da un catalogo che riflette lo spirito dello scambio tra i due artisti.


Nato a Perugia nel 1996, Formica si trasferisce all’Aia, in Olanda, nel 2015 per studiare alla Royal Academy of Art (KABK), dove si diploma nel 2019 ottenendo il Premio di dipartimento. Nello stesso anno fonda il collettivo Hgtomi Rosa (attivo fino al 2024), dedicato alla sperimentazione sui processi artistici e sulle modalità di fruizione dell’opera. Rappresentato dal 2021 dalla galleria EDB Projects di Amsterdam – dove ha tenuto le personali Boys by the pool (2021) e Lonely Legionnaires (2024) –, Formica ha arricchito il suo percorso con residenze internazionali al programma CASTRO di Roma (2022) e al St.A.i.R. in Austria (2024). Nello stesso anno espone alla galleria Fred&Ferry di Anversa, in Belgio, per poi approdare a importanti vetrine come la June Art Fair di Basilea (2025). Ha recentemente conseguito la laurea magistrale alla LUCA School of Arts di Bruxelles.
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