Povertà, la Caritas assiste oltre 2mila persone in un anno

Una fotografia aggiornata dell’indigenza nel territorio euganeo arriva anche quest’anno dalla Caritas di Padova. Attraverso l’Osservatorio delle povertà e delle risorse, l’associazione ha analizzato i dati raccolti nel 2025 dai volontari del Centro di ascolto diocesano, dei 37 Centri di ascolto vicariali, del Poliambulatorio Caritas di via Dupré, dello Sportello Disagio finanziario e dell’Accoglienza. Nel complesso, i diversi servizi diocesani e territoriali hanno incontrato 2.175 persone, effettuando oltre 30 mila interventi di diversa natura.
Focus sui diversi centri
Il Centro di ascolto diocesano ha accolto 478 persone, in larga maggioranza uomini (401), poco più della metà stranieri (269). La fascia d’età più rappresentata è quella tra i 35 e i 64 anni (305 persone), seguita dai giovani tra i 18 e i 34 anni (104) e dagli over 65 (67). Le richieste principali hanno riguardato difficoltà economiche e lavorative, ma anche il tema della casa. Gli incontri hanno portato a 22.136 interventi, soprattutto attraverso i buoni pasto destinati alle Cucine economiche popolari (20.691), oltre a contributi per beni e servizi, spese sanitarie, trasporti, alloggi temporanei e attività di ascolto e orientamento.
Nei 37 Centri di ascolto vicariali sono state, invece, seguite 1.337 persone. In questo caso prevalgono le donne (828), mentre italiani e stranieri sono presenti in misura pressoché equivalente. Anche sul territorio la fascia d’età più numerosa è quella tra i 35 e i 64 anni (957 persone), ma gli over 65 sono 223. Le difficoltà più frequenti riguardano il reddito e il lavoro. Complessivamente sono stati erogati 6.544 interventi, soprattutto pacchi viveri (2.877) e contributi per il pagamento delle bollette (1.484), oltre a sussidi alimentari, spese mediche, aiuti scolastici, vestiario e sostegni per l’abitazione. Il quadro che emerge è quello di persone e famiglie che, pur avendo una casa e un’occupazione, faticano a sostenere le spese quotidiane e quelle sanitarie.
Un altro osservatorio sulla fragilità sociale è il Poliambulatorio odontoiatrico e oculistico Caritas di via Dupré, dove operano medici volontari. Nel 2025 sono state assistite 257 persone, prevalentemente uomini (163), con una distribuzione quasi identica tra italiani (130) e stranieri (127). L’età degli utenti è piuttosto omogenea, con una leggera flessione nella fascia tra i 19 e i 34 anni e numerosi interventi anche in età pediatrica. In totale sono stati effettuati 1.524 interventi, tra cui 90 protesi mobili e riparazioni, 93 paia di occhiali consegnati, 970 prestazioni odontoiatriche e visite sanitarie, 18 apparecchi acustici, 17 protesi destinate alla casa di reclusione, oltre a prime visite e attività di orientamento sanitario.
Allo Sportello Disagio Finanziario, che collabora con la Fondazione antiusura Tovini, si sono rivolte 70 persone, per un totale di 96 colloqui. Oltre all’accompagnamento per l’accesso al microcredito attraverso convenzioni con istituti bancari, nel corso dell’anno sono stati erogati 15 prestiti, per un valore complessivo di 124 mila euro.
Sul fronte dell’accoglienza, la Caritas gestisce in città sei appartamenti, ospitati nelle parrocchie di San Filippo Neri, Carmine, San Bellino e Santissima Trinità. Nel 2025 hanno accolto 33 persone, tra cui quattro famiglie con figli minori e 18 uomini adulti.
Le altre iniziative
Proseguono anche alcuni progetti specifici, finanziati in gran parte con i fondi dell’8 per mille alla Chiesa cattolica. L’iniziativa “Io speriamo che me la cavo”, dedicata al contrasto della povertà educativa, ha coinvolto sei parrocchie e 157 volontari nell’accompagnamento di famiglie vulnerabili con minori. Il progetto ha raggiunto 143 bambini e ragazzi, sostenuto 73 persone con contributi economici, promosso 42 incontri di coordinamento e dedicato 350 ore alle attività educative.
Dodici dei 37 Centri di ascolto vicariali hanno inoltre aderito al progetto “Carpe Diem”, pensato per costruire percorsi personalizzati di sostegno. Sono stati avviati 45 progetti, che hanno coinvolto 29 nuclei familiari e 16 persone singole, con interventi dedicati al sostegno abitativo (15), all’inserimento lavorativo (2), alla mobilità (7), alla socializzazione e integrazione dei minori (9), alla salute psico-fisica (5) e al contrasto della povertà educativa (14).
Infine, il servizio di Orientamento al volontariato ha accolto 28 persone, equamente divise tra uomini e donne, di età compresa tra i 20 e i 75 anni. Di queste, 21 sono state indirizzate verso associazioni del territorio e quattro verso realtà della Caritas.
La dichiarazione
«Dietro ai numeri che pubblichiamo – commenta don Marco Galletti, responsabile di Caritas Padova – ci sono i volti di tanti volontari e operatori che incontrano ed entrano con delicatezza dentro alle storie complesse di persone che chiedono aiuti di varia natura. Ognuno di quei numeri è fatto di molte piccole storie messe insieme, che ci auguriamo abbiano trovato non solo un sollievo del bisogno, ma anche un volto amico che li ha aiutati ad attraversare un momento difficile della loro vita».
«La solitudine e la malattia psichica sono fenomeni in crescita e spesso in relazione tra loro – ricorda don Galletti -. Lo dicono anche i dati di Caritas nazionale e le analisi Istat».
C’è poi un altro aspetto, secondo il responsabile, che va valutato con attenzione: il sostegno a una vita dignitosa per le persone straniere che arrivano nel nostro territorio. «Sono nostri futuri concittadini, che un domani voteranno, lavoreranno e saranno parte importante di questo paese – conclude -. Sostenerli nella ricerca di una vita dignitosa oggi significa aiutarli a capire cos’è la dignità che loro dovranno imparare a garantire domani».
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