Abruzzo

Caldo record verso il picco, poi arrivano i temporali

L’ennesima ondata di calore dell’estate 2026 sta per arrivare al suo apice prima di lasciare il posto ad aria più fresca e a temporali. “Sulle aree interne della Sardegna e poi Sicilia sono previsti picchi di 43-45°C, fino a 38-40°C al Sud peninsulare, 36-39°C al Centro – avverte Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com – al Nord qualche grado in meno, ma qui si farà sentire in modo a tratti opprimente l’afa, così come in generale lungo tutti i settori costieri, fatto che renderà il caldo meno sopportabile anche durante la notte”.

L’anticiclone africano si mostrerà più debole nel nord Italia, consentendo la formazione di qualche temporale anche di forte intensità, mentre nel fine settimana l’anticiclone africano subirà una parziale ritirata verso Sud,

“Avremo così un progressivo calo delle temperature in primis al Nord e successivamente anche al Centrosud ma soprattutto lungo il versante adriatico, al prezzo di qualche temporale anche di forte intensità. Ben inteso: farà ancora caldo ma sarà più sopportabile e meno intenso, in attesa di una probabile rinfrescata più apprezzabile nella prossima settimana” spiega ancora Ferrara.

Come stanno cambiando le estati sull’Italia

 Negli ultimi anni le estati italiane sono diventate sempre più calde. “A cambiare non sono state soltanto le temperature registrate al suolo, ma anche le caratteristiche delle masse d’aria che interessano l’Italia e il Mediterraneo durante la stagione estiva – spiega Francesco Nucera di 3bmeteo.com – . È quanto emerge da una analisi preliminare effettuata da 3bmeteo: sono state confrontate tutte le estati dal 1948 al 2025, analizzando la temperatura dell’aria a circa 1.500 metri di quota, un livello dell’atmosfera utilizzato dai meteorologi che permette di descrivere le masse d’aria limitando l’influenza diretta del suolo. I risultati mostrano che oggi le condizioni associate a masse d’aria molto calde sono decisamente più frequenti rispetto alla metà del secolo scorso. In particolare, la frequenza delle temperature superiori a 25 °C a circa 1.500 metri di quota è più che raddoppiata tra il periodo 1948-1977 e il periodo 1996-2025”.

“Ma il cambiamento non riguarda soltanto gli episodi più intensi – prosegue Nucera – complessivamente, le masse d’aria estive presenti sul Mediterraneo sono oggi mediamente più calde rispetto al passato mentre quelle relativamente fresche sono diventate meno frequenti.

In pratica, quando la circolazione atmosferica favorisce l’afflusso di aria calda sull’Italia, oggi è più probabile osservare temperature più elevate rispetto a cinquant’anni fa. È quindi cambiato il contesto climatico nel quale si sviluppano le ondate di calore


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »