avanzo da 321 milioni di euro
I numeri raccontano una svolta contabile attesa da oltre quindici anni, ma le corsie degli ospedali e i servizi ai cittadini continuano a mostrare il volto di una transizione ancora incompiuta.
La Corte dei Conti del Lazio ha dato il via libera definitivo al rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2025.
Una parificazione che certifica un cambio di rotta storico sul fronte del rigore finanziario, archiviando la lunga stagione dei disavanzi strutturali e consegnando alla giunta di Francesco Rocca un avanzo di amministrazione disponibile di oltre 321 milioni di euro.
Un risultato di bilancio complessivo che sfiora il miliardo di euro e che ha spinto i magistrati contabili, guidati dal presidente di Sezione Stefano Siragusa e dal procuratore generale Paolo Luigi Rebecchi, a parlare apertamente di una «evidente discontinuità con il passato» e di un «anno proficuo» per le casse della Pisana.
L’orgoglio di Rocca: «Mai vista una parifica senza rilievi»
Per il governatore Francesco Rocca, il pronunciamento dei giudici contabili rappresenta il sigillo definitivo sulla bontà della programmazione economica avviata fin dal suo insediamento:
«Non ricordo una parifica senza rilievi negli ultimi quindici o vent’anni in questa Regione. Questo giudizio riconosce un lavoro mastodontico fatto di trasparenza, tetti di spesa rispettati e riduzione progressiva del debito ereditato. Dimostriamo che si può governare con rigore senza bloccare lo sviluppo». Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio.
Una tesi sostenuta con forza anche dall’assessore al Bilancio, Giancarlo Righini, che ha sottolineato l’eccellente tenuta dei capitoli relativi agli accantonamenti e alla gestione dei residui attivi e passivi, definendo i 321 milioni di avanzo come un tesoretto «pienamente reale e certificato».

Il monito della Corte: il nodo dei medici “a gettone” e la spesa farmaceutica
La promozione della Corte dei Conti non è stata, tuttavia, un assegno in bianco. Nella relazione di accompagnamento dei magistrati emergono con chiarezza le storiche criticità strutturali che continuano a soffocare il sistema sanitario regionale, la cui spesa assorbe oltre l’ottanta per cento dell’intero bilancio del Lazio:
I medici “a gettone”: La Corte ha lanciato un preciso monito sul ricorso, ritenuto ancora eccessivo, alle esternalizzazioni di medici e infermieri privati per coprire i turni nei pronto soccorso. Per uscire definitivamente dal piano di rientro sanitario occorre stabilizzare il personale e azzerare i gettonisti.
La spesa farmaceutica: Gli acquisti diretti di farmaci da parte delle Asl hanno sforato nuovamente i tetti programmati per il 2025. Nonostante la centralizzazione degli acquisti promossa dalla Regione, la Corte chiede un monitoraggio ancora più stringente sulle prescrizioni mediche per evitare emorragie finanziarie.
Le opposizioni all’attacco: «Avanzo record? Significa che non curate i malati»
Se la maggioranza di centrodestra celebra la promozione, il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle leggono i numeri della Corte dei Conti in modo diametralmente opposto. Per il Partito Democratico, un avanzo così cospicuo in un momento di profonda crisi dei servizi pubblici non è una medaglia da appuntarsi al petto, ma un fallimento politico.
«Un avanzo di oltre 300 milioni di euro in cassa, mentre le famiglie del Lazio pagano l’aliquota Irpef regionale più alta d’Italia, non è un successo. Significa che la giunta ha preferito tenere i soldi sotto il mattone anziché spenderli per ridurre le liste d’attesa negli ospedali, potenziare i trasporti pubblici e finanziare il welfare».Emanuela Droghei, consigliera regionale del Partito Democratico
I gruppi di Movimento 5 Stelle, Sinistra Civica Ecologista e Italia Viva puntano inoltre il dito sui ritardi nell’attuazione dei progetti del Pnrr legati alla sanità territoriale (le Case e gli Ospedali di Comunità): secondo le opposizioni, della “Missione Salute” sarebbe stato impegnato finora poco più di un terzo dei fondi disponibili (circa 404 milioni di euro su oltre un miliardo).
La battaglia si sposta ora in Aula per la discussione dell’assestamento di bilancio. Se i conti del Lazio sono finalmente in sicurezza dal punto di vista contabile, la vera sfida per il governo regionale sarà dimostrare che quel rigore può tradursi in servizi migliori per i cittadini e non solo in freddi numeri da esibire ai magistrati di via Mazzi.
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