Dal concerto ai siti di annunci: i cartelli di Ultimo finiscono in vendita fino a 800 euro. Il Campidoglio: «Pronti a denunciare»
Spenti i riflettori sullo show da record di Ultimo nell’area di Tor Vergata, il concerto del cantautore romano continua a far parlare di sé. Questa volta, però, la musica e l’entusiasmo dei centomila non c’entrano.
Sotto la lente d’ingrandimento delle autorità è finita una bizzarra quanto preoccupante deriva commerciale nata sulle principali piattaforme di compravendita online, dove tra cimeli legittimi — come braccialetti dell’evento e pass ricordo — sono comparsi veri e propri pezzi di infrastruttura pubblica.
Nel mirino dei collezionisti più spregiudicati sono finiti i cartelli indicatori temporanei installati lungo le vie di fuga e i percorsi d’afflusso. Pannelli provvisti di mappe e QR code, studiati appositamente per guidare la marea di fan verso le fermate dei bus, le navette e i parcheggi.
Un kit di sicurezza stradale e logistica che qualcuno ha pensato bene di smontare e portarsi a casa come “souvenir”, per poi tentare di monetizzare l’impresa sul web con cifre da capogiro.
Speculazione online: prezzi fino a 800 euro per un cartello
A far sobbalzare gli uffici comunali sono state le tariffe allegate a questi insoliti annunci di vendita.
Se le prime inserzioni proponevano i cartelli a una base di 500 euro, le segnalazioni arrivate nelle ore successive hanno mostrato offerte ancora più spregiudicate, con richieste arrivate a toccare gli 800 euro per un singolo pannello plastificato.
Una speculazione che ha scatenato l’immediata reazione del Campidoglio. L’assessore capitolino ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Alessandro Onorato, ha annunciato che l’amministrazione non lascerà correre e presenterà a ore un esposto dettagliato alla Procura della Repubblica:
«Stiamo raccogliendo tutti gli screenshot, i link degli annunci e il materiale utile da trasmettere immediatamente all’autorità giudiziaria. Non tollereremo che questo gesto venga archiviato come una semplice bravata da fan. Quei cartelli non erano decorazioni, ma elementi cruciali del piano di sicurezza per tutelare l’incolumità di decine di migliaia di persone».
Il nodo della sicurezza
Per l’amministrazione capitolina la questione principale non è il danno economico legato al valore materiale del supporto, quanto il rischio potenziale a cui è stata esposta la folla durante la delicatissima fase di deflusso dall’area di Tor Vergata.
Rimuovere le indicazioni stradali in tempo reale, mentre la folla defluisce al buio, significa infatti disorientare le persone e rischiare di creare pericolosi imbuti o situazioni di panico.
«Sottrarre quella segnaletica equivale a staccare un cartello stradale su un’arteria ad alto scorrimento», ha rimarcato Onorato, sottolineando che si tratta di comportamenti con evidenti profili di rilevanza penale. L’assessore ha poi voluto ringraziare pubblicamente la vasta comunità di cittadini e utenti social che, indignati di fronte alla sfacciataggine degli annunci di vendita, hanno inviato decine di segnalazioni al Comune, permettendo di mappare i profili dei venditori.
Nelle prossime ore, la palla passerà agli investigatori e alla Polizia Postale, che avranno il compito di risalire all’identità digitale di chi ha pubblicato gli annunci. Una caccia all’uomo virtuale che rischia di trasformare un insolito trofeo da camera in una pesante accusa giudiziaria.
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