Casa Italia a Chieti, sopralluoghi alla caserma Bucciante e nella zona rossa di Santa Maria

Il capo del Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei ministri, Luigi Ferrara, è stato oggi a Chieti per una serie di sopralluoghi dedicati al recupero dell’ex convento nella caserma Bucciante e al dissesto idrogeologico che interessa il quartiere di Santa Maria.
La visita, promossa dal sindaco Giovanni Legnini, è iniziata in Prefettura con l’incontro tra Ferrara e la prefetta Silvana D’Agostino, per poi proseguire nelle due aree al centro del confronto istituzionale. Casa Italia è la struttura della Presidenza del Consiglio impegnata nel coordinamento degli interventi strategici per la sicurezza del territorio e del patrimonio pubblico, con particolare attenzione ai rischi sismici e idrogeologici.
La prima tappa ha riguardato la caserma Bucciante e, in particolare, l’ex convento, unica parte del complesso ancora priva di un progetto di recupero. Per l’intervento è necessario un ulteriore finanziamento.
Nel corso del sopralluogo Ferrara avrebbe confermato la disponibilità a lavorare per il reperimento delle risorse necessarie ad avviare la progettazione e, successivamente, la fase esecutiva, d’intesa con l’Agenzia del Demanio.
L’obiettivo indicato dal Comune è accelerare l’iter e arrivare in tempi rapidi alla progettazione e all’avvio dei lavori. Tra le ipotesi prese in considerazione c’è anche quella di destinare una parte della struttura al Centro operativo comunale. Il recupero dell’ex convento rientra nel programma degli “edifici simbolo” della ricostruzione post-sisma del Centro Italia.
La seconda parte della visita si è svolta nella zona rossa di Santa Maria. Ferrara, il sindaco, i tecnici comunali e una delegazione di residenti hanno effettuato un sopralluogo nelle aree interessate dal dissesto, esaminando gli approfondimenti già condotti e le criticità ancora da risolvere.
Dal confronto è emersa la proposta di istituire un tavolo tecnico permanente con l’Ufficio speciale per la ricostruzione, l’università, il Comune e gli altri soggetti competenti. Il tavolo dovrebbe servire a completare gli studi geologici, individuare con precisione i fattori di rischio e definire la perimetrazione conclusiva delle aree maggiormente esposte.
Gli approfondimenti dovranno inoltre chiarire quali edifici dovranno essere delocalizzati e demoliti e quale sarà il futuro degli immobili ancora agibili ma compresi all’interno della zona rossa.
«È stata una visita molto positiva – commenta il sindaco Giovanni Legnini – perché ci ha consentito di verificare direttamente con il capo del Dipartimento e con l’Agenzia del Demanio le possibilità di azione e di condividere la necessità di accelerare tutti i provvedimenti attuativi».
Legnini annuncia che giovedì porterà la questione al tavolo prefettizio sulle caserme, convocato per fare il punto sullo stato degli interventi e sul completamento del recupero dei complessi militari cittadini. Al centro ci saranno il finanziamento dell’ex convento alla Bucciante e la ricostruzione della caserma dei carabinieri alla Berardi.
«Sul dissesto idrogeologico abbiamo condiviso la necessità di un metodo di lavoro stabile tra tutte le istituzioni coinvolte», prosegue il sindaco. «Il tavolo tecnico servirà ad approfondire definitivamente il quadro geologico e ad assumere decisioni fondate sul piano scientifico».
«È un passaggio indispensabile per dare risposte ai residenti, che attendono da troppo tempo certezze sul futuro delle loro case e del quartiere», conclude Legnini. «L’impegno assunto oggi rappresenta un segnale importante, che seguiremo passo dopo passo affinché si traduca rapidamente in atti concreti».
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