Mondo

Musk a gamba tesa su Parigi. “Le Pen è l’ultima speranza”

Rispondendo a un post che evidenzia l’ascesa nei sondaggi per Marine Le Pen, fresca di presunzione d’innocenza riconquistata e dunque libera di correre per l’Eliseo in attesa della Cassazione, Elon Musk fa irruzione nella campagna presidenziale d’Oltralpe. Si vota il 18 aprile e il 2 maggio. E per il patron di Tesla, Space X e della piattaforma X, «è lei l’ultima speranza della Francia»; tanto da incorporare il messaggio di un utente che mostra il potenziale gradimento della leader della destra sul proprio profilo, data attorno al 36%, rispetto al 23% del 2022. Numeri a parte, che variano attestando comunque il vantaggio lepenista rispetto agli sfidanti, la scelta di Musk rappresenta l’ennesimo endorsement dall’estero riferito a candidati in Europa, innescando polemiche in un già arroventato Esagono su un tema caro ai macroniani.

La lotta alle ingerenze è diventata infatti, in Francia, uno strumento paragonabile a quelli messi in campo sul fronte della cyber-sicurezza dal governo Lecornu, e soprattutto dall’Eliseo. Tanto che il primo a replicare è stato l’ex ministro francese, Thierry Breton, molto vicino a Macron: «La stagione delle interferenze politiche inizia, Musk appoggia Le Pen. Ora sta alle autorità europee assicurare che l’algortimo di X in Europa non favorisca alcun candidato», l’appello del già commissario europeo. Perplessità legate al ruolo dei social e al proprietario di X. Se infatti saranno le urne a verificare la sostanza elettorale di Le Pen, e si vedrà in che misura sta prendendo il largo, Macron, dopo le comunali, ha già annunciato una proposta di legge entro l’estate contro le ingerenze straniere; da adottare, ha specificato, prima delle presidenziali e che prevede pure un controverso osservatorio «sulla disinformazione».

Musk è considerato recidivo. Dopo i voti a Londra e Berlino, per le destre di Farage e Afd, tocca ora all’Esagono; anche se già dopo la sentenza sull’ineleggibilità di Le Pen in primo grado, nel marzo ’25, fece suo un tweet di un utente, con parallelismi giudiziari con i casi di Trump: «Quando la sinistra non può vincere al voto democratico abusa sul sistema legale per incarcerare i rivali. Questa è la sua strategia in tutto il mondo». Il post sposato era di Mike Benz: «Le Pen in Francia, Bolsonaro in Brasile, Imran Khan in Pakistan, Salvini in Italia, Trump in America, Georgescu in Romania». Nei tweet più recenti, Musk è passato a diffondere il concetto di remigrazione nel Vecchio Continente: facendo suo il messaggio di tale «Basil the Great», che vanta meno di 330mila follower, incorporato dal profilo di Musk sul programma lepenista. Messaggio che spiega che Le Pen, se verrà eletta, «espellerà milioni» di persone, entrando così a gamba tesa nella campagna per l’Eliseo.

A metà giugno, Musk era pure stato criticato da vari ricercatori, nella Perfida Albione, per aver amplificato la retorica violenta legata alle rivolte anti-immigrazione di Belfast. I ricercatori del Center for Countering Digital Hate (CCDH) hanno parlato di un suo ruolo «decisivo» nel balzo degli appelli alla violenza registrato online, in particolare dell’attivista anti-flussi Tommy Robinson, esortando i suoi 240 milioni di follower a protestare «RIPETUTAMENTE e a gran voce».

Aveva pure ritwittato messaggi del leader di estrema destra Rupert Lowe, capo del partito Restore Britain, innescando una competizione interna alla destra britannica.

Ora tocca a Parigi, nell’attesa di sapere entro 40 giorni se dovrà andare lui a processo per presunta corruzione nel Wisconsin, Stati Uniti, per aver promesso ai votanti un milione di dollari.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »