Abruzzo

“Città impoverita da scelte urbanistiche e strategiche dannose, da destra a sinistra”


“Il verde è un’infrastruttura multifunzionale che produce benefici ambientali, sociali, sanitari ed economici. Qualsiasi rigenerazione urbana deve partire dalla natura”. L’associazione Italia Nostra interviene sul progetto di via Rosato, che nei giorni scorsi ha portato all’abbattimento di otto tigli sani.

“Negli ultimi decenni la città di Lanciano è stata amministrata da governi di destra, di centro e di sinistra che, pur con responsabilità diverse, hanno spesso compiuto scelte urbanistiche e strategiche dannose, superficiali e prive di una visione complessiva – afferma il presidente del consiglio delle sezioni Italia Nostra Abruzzo, Pierluigi Vinciguerra – Il risultato è una città progressivamente impoverita, che ha smarrito parte della propria identità storica, culturale e paesaggistica, rinunciando a valorizzare il proprio patrimonio e a costruire un progetto di sviluppo realmente sostenibile”.

“Oggi Lanciano continua ad intervenire sul proprio tessuto urbano attraverso opere episodiche, prive di una strategia integrata capace di coniugare tutela del patrimonio, qualità della vita, sostenibilità ambientale, mobilità, innovazione e partecipazione dei cittadini. Italia Nostra ritiene che sia giunto il momento di cambiare radicalmente metodo. Quartieri e contrade devono tornare ad essere protagonisti della costruzione delle politiche urbane. Un esempio è il centro storico che rappresenta il principale bene culturale della città e che dovrebbe essere considerato come un organismo unitario da conservare, valorizzare e rivitalizzare. Allo stesso modo il verde urbano e periurbano che non può più essere considerato un semplice elemento ornamentale, ma una vera infrastruttura ecologica indispensabile per migliorare la qualità della vita, mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e contrastare l’inquinamento atmosferico. Rigenerare la città significa recuperare il patrimonio edilizio esistente, riutilizzare le aree dismesse, limitare il consumo di suolo, valorizzare gli spazi pubblici, creare connessioni tra piazze, giardini, percorsi pedonali e ciclabili, alberature, orti urbani e luoghi della memoria collettiva”.

Da anni, secondo l’associazione, Lanciano “subisce un progressivo isolamento rispetto al territorio del Sangro-Aventino per la mancanza di una seria pianificazione dei trasporti, esempio la linea ferroviaria della ex Sangritana costituiva invece un patrimonio storico, culturale e infrastrutturale che doveva essere conservato, modernizzato e reinserito in un sistema integrato di mobilità pubblica, collegando la città con il territorio circostante e con parcheggi di interscambio esterni al centro urbano, già previsti dal piano regolatore del 2008. In tutta Europa le città investono sul trasporto pubblico ferroviario, mentre a Lanciano si pensa ancora ad aumentare gli spazi destinati alle auto proprio nelle aree di maggiore valore paesaggistico come via Rosato, ed appare sconcertante, preoccupante ed avvilente il modo con cui vengono affrontati e approvati progetti di rigenerazione edilizio-urbanistica all’interno di aree perequate”.

“Non è accettabile l’abbattimento di 8 tigli di circa 50anni sanissimi, quando si poteva ampliare la strada verso le palazzine facendole arretrare di qualche metro – afferma Vinciguerra – e non è accettabile che uno dei principali ingressi della città venga caratterizzato e brutalizzato dalla presenza di cemento, anziché di un viale alberato con la presenza di panche, se non addirittura una fascia di verde urbano capace di rappresentare il biglietto da visita di Lanciano. Una rigenerazione urbana moderna doveva prevedere, nell’intervento progettuale di via Rosato, il verde funzionale, ovvero un sistema di verde ben concepito e adeguatamente connesso, concepito come una infrastruttura urbana che collegava con continuità l’insieme urbano ed extra urbano, con l’inserimento di spazi verdi, un parco, giardini, filari di alberi e che soddisfavano contemporaneamente e meglio più obiettivi: ridurre i gas serra, intrappolare le polveri sottili, produrre mitigazione microclimatica con ombra ed evapotraspirazione, aumentare il benessere delle persone sugli spazi aperti, ridurre i consumi energetici per il raffrescamento degli edifici, migliorare la gestione dell’acqua riducendo il rumoff, costituire il supporto della mobilità ciclopedonale, conferendo attrattività e vivibilità della strada e più valore economico agli stessi immobili in costruzione, valorizzando il paesaggio urbano. I cittadini non dimentichino – conclude Italia Nostra – che sono in itinere altri progetti similari per l’esistenza di altri comparti presenti nella variante del Prg”.


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