Ortobene, incuria e pericolo sotto la statua del Redentore: di chi è la competenza?
Nuoro, una città che si aggrappa alla sua identità e alla sua fede, si ritrova ancora una volta a fare i conti con l’ordinaria burocrazia della delega delle responsabilità, proprio sul monte Ortobene, ai piedi del suo simbolo più sacro. La denuncia arriva forte e chiara dal Comitato “Ultima Spiaggia” guidato da Antonio Costa: lo spazio alla base della monumentale statua del Redentore versa in uno stato di degrado inaccettabile e, quel che è peggio, di reale pericolo per i tantissimi visitatori e devoti che ogni giorno salgono fin lassù.

La statua del Redentore sul Monte Ortobene (foto S.Novellu)
Le immagini parlano da sole. Quello che dovrebbe essere un luogo di contemplazione e rispetto si presenta oggi come un piccolo percorso a ostacoli, abbandonato a se stesso, tra pavimentazioni sconnesse e incuria. Una situazione di “pericolo incombente” che stride violentemente con l’importanza spirituale e turistica del sito.
Nel tentativo di sbloccare una situazione immobile da troppo tempo, Costa ha deciso di rivolgersi direttamente al Vescovo di Nuoro, sollecitando un suo “risolutivo intervento manutentivo” per rimediare a un lavoro che, per vincoli formali e sostanziali imposti dalle istituzioni, non può essere preso in carico direttamente dal Comitato.
La risposta della Curia non si è fatta attendere, ma apre il classico, infinito scenario sulle competenze. Il Vescovo. ha mostrato disponibilità al dialogo che tuttavia rimarca il grande dilemma: di chi è la proprietà e, di conseguenza, la responsabilità di quel breve tratto di pochi metri ai piedi del monumento?
La segnalazione è stata inviata per conoscenza anche al Sindaco di Nuoro e all’assessore Canu. Il rimpallo di competenze non può e non deve diventare l’ennesimo alibi per l’immobilismo. Che la matassa burocratica spetti al Comune o alla Diocesi, il dato di rilievo sollevato dal Comitato resta uno solo: i lavori di messa in sicurezza vanno eseguiti. E vanno eseguiti al più presto, prima che il degrado si trasformi in qualcosa di decisamente più grave per l’incolumità dei passanti.
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