nell’abitazione a Cingoli trovato anche un tesoretto
CINGOLI – Una scoperta sorprendente quella fatta da due tecnici di un’azienda toscana impegnati nelle operazioni di bonifica dell’abitazione di Cingoli in cui lo scorso 17 giugno era stata trovata morta una donna di 65 anni, il cui decesso risale a circa due mesi prima. Durante l’intervento di sanificazione, nei giorni scorsi, sono saltati fuori ben 136.900 euro in contanti. Protagonisti due dipendenti della Ekonore, azienda con sede operativa a Viareggio.
Le banconote erano state trovate all’interno di buste bianche, riposte in vari luoghi dell’abitazione.
A dir poco sorpresi dalla scena che si sono trovati davanti ai loro occhi, i due tecnici hanno immediatamente contattato il titolare della ditta. Quest’ultimo non ha perso tempo e ha immediatamente coinvolto le autorità competenti, per restituire la somma al proprietario dell’abitazione. Il tesoro è stato messo in sicurezza in un istituto di credito. Un gesto di grande onestà quello del personale dell’azienda, che ha subito segnalato l’accaduto a Francesco Colombo, Ceo e fondatore dell’impresa. Tempestiva anche la segnalazione al comando della polizia locale di Cingoli. Gli agenti hanno provveduto a effettuare un inventario del denaro trovato nella casa, prendendolo in consegna sulla base delle procedure previste in casi come questo. La Ekonore è un’azienda specializzata nella bio-disinfestazione e si avvale di professionisti del settore.
Nella loro carriera ai tecnici della ditta non era mai capitata una situazione del genere. I 136.900 euro, detenuti in maniera assolutamente legittima dalla famiglia, erano il frutto dei risparmi di una vita all’insegna della parsimonia. L’intervento di bonifica è stato effettuato nella frazione di Troviggiano, dove a giugno era stata trovata morta Cornelia Daniela Merz, la 65enne di origini svizzere deceduta almeno due mesi prima e tenuta da allora sul letto di casa da marito e figlio, che vivevano con lei.
L’autopsia eseguita all’obitorio dell’ospedale di Macerata dal medico legale Antonio Tombolini su disposizione del pm Rosanna Buccini ha confermato che la donna è venuta a mancare per cause naturali. Dopo lo svolgimento dell’esame medico legale il pubblico ministero aveva firmato il nulla osta per la restituzione della salma ai familiari e i funerali erano stati celebrati nella chiesa di Santa Maria Assunta, a Troviggiano. Prima di procedere all’autopsia la Procura aveva chiesto al giudice tutelare la nomina di un amministratore di sostegno per il marito 74enne di Merz e per il figlio di 43 anni.
La vicenda era finita anche nelle cronache nazionali e oggi resta ancora difficile riuscire a capire i motivi che hanno spinto il marito e il figlio (quest’ultimo era seguito dal Dipartimento di salute mentale di Jesi) a non segnalare la morte della donna e a tenerne il cadavere sul letto di casa per tutto quel tempo. I due uomini erano legatissimi alla 65enne e stando alle prime ipotesi sono rimasti in silenzio perché non sono riusciti ad accettare il distacco da lei.
La segnalazione
La scoperta del dramma vissuto in quell’abitazione è stata fatta grazie alla segnalazione di un parente che non vedeva Cornelia Daniela Merz da diverse settimane e si era insospettito. Questo aveva fatto sì che arrivassero sul luogo i carabinieri della Compagnia di Macerata, i colleghi del Nucleo investigativo provinciale e della stazione di Cingoli, il personale del Dipartimento di salute mentale di Jesi, i servizi sociali del Comune e la polizia locale.
Il corpo della donna era adagiato sul letto della camera in avanzato stato di decomposizione e aveva addosso ancora gli abiti invernali. Ora la vicenda del ritrovamento del denaro, gestita con grande professionalità da parte della ditta che si è occupata della bonifica e di tutte le autorità preposte.




