Fotovoltaico: 20 miliardi di euro risparmiati dall’Ue

Il fotovoltaico si conferma uno dei principali alleati dell’Europa contro gli shock energetici. Dall’inizio della guerra in Medio Oriente, gli impianti solari installati nell’Unione europea hanno consentito di risparmiare 20 miliardi di euro di importazioni di gas, contribuendo a rafforzare la sicurezza energetica del continente e a limitare l’impatto della volatilità dei combustibili fossili.
È quanto emerge da un’analisi diffusa da SolarPower Europe, secondo cui tra il 1° marzo e il 15 luglio il fotovoltaico europeo ha evitato l’acquisto di miliardi di metri cubi di gas importato. Nei 137 giorni considerati, il risparmio medio è stato pari a 146 milioni di euro al giorno, una cifra superiore ai circa 143 milioni di euro che la Francia destina quotidianamente alla difesa.
Secondo l’associazione, il risultato dimostra come la produzione di energia da fonte solare stia assumendo un ruolo sempre più strategico non solo nella decarbonizzazione, ma anche nella resilienza del sistema energetico europeo. Ogni megawattora prodotto da impianti fotovoltaici riduce la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e attenua l’esposizione dell’Europa alle tensioni geopolitiche che continuano a influenzare il mercato del gas.
L’analisi arriva poche settimane dopo un altro traguardo significativo: nel mese di giugno il solare è diventato la prima fonte di produzione elettrica dell’Unione europea, arrivando a coprire circa il 25% dell’elettricità del blocco. “Ogni megawattora prodotto dal fotovoltaico riduce la nostra dipendenza dai combustibili fossili importati e rende l’Europa più sicura”, afferma Walburga Hemetsberger, amministratrice delegata di SolarPower Europe. “Possiamo accelerare ulteriormente questa trasformazione attraverso una maggiore elettrificazione, più capacità rinnovabile e soluzioni di flessibilità prive di combustibili fossili, come i sistemi di accumulo a batteria. È questa la strada per proteggere l’Europa da futuri shock dei prezzi dell’energia e rafforzarne la sicurezza energetica nel lungo periodo”.
Il messaggio trova conferma anche nelle più recenti analisi dell’International Renewable Energy Agency (Irena). Secondo il rapporto Renewable Power Generation Costs 2025, oltre il 90% dei nuovi impianti rinnovabili entrati in esercizio nel 2025 ha prodotto elettricità a costi inferiori rispetto alla più economica alternativa fossile disponibile. Il fotovoltaico ha mantenuto un costo medio di 44 dollari per megawattora, mentre l’eolico onshore è sceso a 33 dollari/MWh. Al contrario, in mercati caratterizzati da prezzi del gas elevati, come Italia, Germania e Giappone, il costo della nuova generazione a gas si è avvicinato ai 100 dollari/MWh, penalizzato anche dalle tensioni geopolitiche.
Nel complesso, stima Irena, gli impianti rinnovabili installati nel 2025 hanno evitato circa 480 miliardi di dollari di costi per combustibili fossili, confermando che le fonti pulite rappresentano sempre più non solo uno strumento di decarbonizzazione, ma anche un fattore di competitività economica, sicurezza energetica e resilienza rispetto alla volatilità dei mercati fossili.
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