Rieducazione al canile per i militanti fascisti. Dovranno risarcire le Comunità ebraiche

Il giudice ha concesso, oggi, la messa alla prova a dodici dei diciassette militanti del gruppo di estrema destra “Avanguardia Torino”, accusati di apologia di fascismo. Gli imputati dovranno seguire un programma di rieducazione basato su lavori socialmente utili presso canili, Croce Rossa e la comunità dei Vincenziani. Tra loro c’è Carlo Vignale, figlio dell’assessore regionale piemontese Gian Luca Vignale. “A petto nudo si nega l’Olocausto”, scandiva Vignale.
Gli imputati dovranno inoltre risarcire entro otto mesi le parti civili costituite: il proprietario dei locali del circolo “Edoras”, sequestrato dai carabinieri del Ros, e l’Unione delle Comunità Ebraiche. Le somme, da versare ammontano a una cifra tra i 200 e i 400 euro per il proprietario e tra i 400 e i mille euro a testa per la comunità ebraica tutelata dall’avvocato Tommaso Levi.
Entro 15 giorni, i militanti dovranno presentarsi all’Ufficio esecuzione penale esterna (Uepe) per l’avvio del percorso. Il legale di alcuni imputati, l’avvocato Gino Domenico Arnone, durante la scorsa udienza aveva detto che la map era stata stata dettata da una “scelta prudenziale” vista la gravità delle contestazioni, che per alcuni capi d’imputazione prevedono pene fino a sei anni di reclusione.
Per Enrico Forzese, oggi volto del movimento di Roberto Vannacci a Torino, invece, alla scorsa udienza la procura aveva chiesto due anni e otto mesi di carcere. Forzese, difeso dall’avvocato Gabriele Assenzi, aveva scelto di farsi interrogare respingendo ogni addebito. “Mai detto di essere fascista, mai lo sono stato”, la difesa in aula, presentandosi come un semplice “consulente” o “ospite” che faceva da anfitrione nei dibattiti, negando la partecipazione ai concerti “neri” e ai riti di iniziazione nazisti emersi dalle indagini.
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